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lunedì, Maggio 16, 2022
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Vìola la sorveglianza speciale, in cella uomo dei Puca


Era uno di quei sorvegliati speciali Pasquale Iavarone,

45enne di Sant’Antimo sottoposto a misura di sorveglianza

perché ritenuto elemento particolarmente pericoloso. L’uomo, affiliato

al clan egemone della cittadina a nord di Napoli, era sottoposto

a misure restrittive da quando la polizia di stato che aveva ritenuto

opportuno limitare orari e spostamenti di un uomo il cui curriculum

lasciava temere per la pubblica sicurezza. Ma l’altra notte,

il pregiudicato si è lasciato scoprire dai militari della locale tenenza

che, in forza ai carabinieri di via dell’Acquario, hanno bussato

alla porta del gregario dei Puca. Ma, nella sua residenza di

Sant’Antimo, l’uomo, nonostante la tarda ora della serata, non c’era,

a quel punto scatta la segnalazione da parte dei carabinieri e

Iavarone aveva le ore contate. Alla precedente denuncia a piede libero

infatti, la legge ha sostituito per chi viola il regime di sorveglianza

speciale, l’arresto immediato.

Quindi, i militari coordinati dal tenente Massimiliano Russo, hanno

subito messo in moto la macchina investigativa per intercettare

ed ammanettare il trasgressore. E non hanno impiegato molto i tutori

della legge che, nella giornata di ieri, mentre perlustravano la

zona sono riusciti ad individuare il malfattore. Iavarone è stato infatti

sorpreso nella tarda mattinata di ieri mentre se ne andava

tranquillamente a passeggio lungo corso Michelangelo, strada centrale

della cittadina. A quel punto i carabinieri spiegano le sirene

e partono all’inseguimento dell’affiliato che tuttavia, avendo dubito

capito di essere nei guai, non ha opposto resistenza alla legge.

Una volta bloccato l’uomo si è lasciato arrestare e condurre in caserma.

Da lì, senza neppure provare a negare il reato di cui era

colpevole, si è lasciato condurre in carcere. Una cella da questa

mattina, sarà il posto entro il quale il temibile affiliato al clan egemone

di Sant’Antimo, dovrà scontare una pena ancora da definire.

Il pregiudicato infatti, attende di essere processato per direttissima.



MONICA D’AMBROSIO – il roma 13 aprile 2006

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