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lunedì, Maggio 16, 2022
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SANT’ANTIMO: PICCHIA LA MOGLIE PERCHE’ FUMA TROPPO, ARRESTATO DAI CARABINIERI


Non sopportava il fumo, quel fastidioso odore che si incolla agli indumenti e alla pelle. Ma, soprattutto, non sopportava il continuo sperpero di denaro per un vizio tanto nocivo quanto costoso. Per questo Francesco M., un pensionato di 62 anni originario di Sant’Antimo, avrebbe maltrattato più volte la moglie. Minacce, insulti, botte. La storia è andata avanti per qualche tempo fino a quando la donna non si è rivolta ai carabinieri e ha raccontato tutto. Ora il pensionato è rinchiuso in una cella del carcere di Poggioreale a disposizione dell’autorità giudiziaria: dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

Ad innescare la denuncia della moglie, l’altro giorno, è stato l’ennesimo episodio di violenza. La donna, una casalinga di 56 anni anche lei originaria di Sant’Antimo, si è presentata alla locale tenenza e ha vuotato il sacco. Ai militari ha raccontato delle continue violenze fisiche e psicologiche subite tra le mura domestiche a causa del vizio del fumo. Solo poche ore prima era stata aggredita dal marito che le aveva procurato alcune contusioni alla schiena e alla testa che i medici dell’ospedale civile di Aversa hanno giudicato guaribili in tre giorni. La 56enne ha raccontato ogni dettaglio agli investigatori: «Fumo tre pacchetti di sigarette al giorno. E questo mio marito non lo sopporta. Dice che è uno spreco inutile di denaro». La donna ha anche riferito del continuo stato di ebbrezza del coniuge, una condizione che avrebbe inasprito la violenza dei maltrattamenti. Offese, botte e umiliazioni che, alla fine, sono diventate insopportabili. La moglie, secondo quanto emerso dai verbali della querela, aveva minacciato più volte di rivolgersi alle forze dell’ordine. Una strada che il marito, a modo suo, le aveva caldamente «sconsigliato» di percorrere. Ed è stato solo grazie alla partita di calcio della nazionale che la 56enne ha potuto lasciare l’abitazione indisturbata e recarsi dai carabinieri.

Gli investigatori della compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Gaetano de Biase e dal tenente Vincenzo Massimiliano Russo, e quelli della tenenza di Sant’Antimo, coordinati dal maresciallo capo Raffaele Martucci, hanno appuntato tutto. Pochi minuti dopo è scattato l’arresto in flagranza di reato: Francesco M. è stato raggiunto nel suo appartamento dove guardava tranquillamente la tv. Ai militari ha ribadito le sue ragione, ma non c’è stato nulla da fare. Per il pensionato, dopo le formalità di rito, si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale. Nelle prossime ore sarà interrogato dal magistrato.




UF – IL MATTINO 28 GIUGNO 2006

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