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mercoledì, Maggio 18, 2022
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GIUGLIANO, LA CONFESERCENTI: «CENTRI COMMERCIALI, CONCORRENZA SLEALE»


“La concorrenza è una regola del mercato dell’economia ma è valida laddove gli operatori sono messi nelle medesime condizioni di operare”, lo ha sottolineato Antonio Guarino, vicepresidente della Confesercenti di Giugliano nel corso del convegno “Grande distribuzione? No, basta! – Quale futuro per le Piccole e Medie Imprese dell’area giuglianese?”, che si è tenuto presso il Salone delle Feste di Palazzo Palumbo. L’affascinante dibattito che ha messo in evidenza gli strumenti che i politici e le associazioni hanno intenzione di adottare per rendere più moderno e più efficiente il nostro territorio è stato moderato dalla giornalista Angela Fabozzi. L’incontro ha avuto spazi anche per l’autocritica: “La Grande Distribuzione ci salta addosso – ha detto il sindaco di Villaricca, Raffaele Topo – questo territorio si deve attrezzare perché ognuno di noi deve essere attore nelle proprie città. Bisogna pensare in termini più ampi, c’è una grande partita da giocare tra noi e le istituzioni sovra comunali. Per questo bisogna pensare ad un’agenzia di sviluppo che metta insieme le idee e ci faccia
”vendere” questo territorio”.
Critico anche Pasquale Galdiero, da poco eletto sindaco di Qualiano il quale ha messo in evidenza le ricadute negative che il Comune che sta amministrando ha subito dall’apertura del centro Auchan. “Qualcosa dobbiamo fare per proteggere i nostri 500 commercianti ed 250 artigiani. Non è esagerato ma stiamo pensando ad un ticket di ingresso”.
Ha parlato di “momenti di concertazione e di rendere pieni di attrazione i centri storici” Francesco Tagliatatela, sindaco di Giugliano, che, ricordando la passione del suo gatto per le crocchette, si è chiesto cosa spinga le persone a stare ore nel traffico, per raggiungere i centri commerciali e poi a ritornarci successivamente.
La dottoressa Libera D’Alessandro, dottore di ricerca università L’Orientale e il dottor Domenico Marzaioli, coordinatore Assoturismo regionale Confesercenti hanno esplicitato in termini tecnici il commercio come fattore strutturante e destrutturate delle città e dei centri storici. “Occorre identificare i fattori economici locali ed invogliare le imprese a mantenere la propria identità – ha sottolineato Marzaioli – Prendere le scorciatoie diventa una risposta sbagliata perché il commercio non produce prodotti, ma rimane un’offerta per risposta ad una domanda di consumi che in questo periodo è calante”.
“Non si può studiare il commercio senza analizzare i consumi. I centri commerciali rispondono ad una logica di consumo che bisogna analizzare per offrire le giuste risposte”, ha avuto modo di affermare nel suo intervento la dottoressa D’Alessandro.
Adolfo Masullo, presidente provinciale della Confesercenti nella sua sintesi, ha ribadito il forte no agli insediamenti commerciali che sviliscono l’identità delle attività a conduzione familiare e la sinergia e collaborazione che le associazioni di categoria, sindacati e amministrazioni locali devono adottare per evitare il depauperamento dei centri cittadini, prime vittime della politica economica concorrenziale dei grossi centri commerciali.

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