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mercoledì, Maggio 18, 2022
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LA RIVOLTA DEI SINDACI: «NO ALLA NUOVA DISCARICA»


Azione congiunta quella messa in campo ieri dai sei sindaci degli altrettanti comuni del comprensorio giuglianese. Le massime istituzioni di Villaricca, Qualiano, Giugliano, Marano, Mugnano, Calvizzano da questa mattina stanno occupando la discarica in via Ripuaria, che, secondo l’ordinanza di Corrado Catenacci, a breve potrebbe essere aperta per lo sversamento dei rifiuti della zona. La notizia la si è appresa lunedì scorso, ma già martedì i sindaci Francesco Tagliatatela, Pasquale Galdiero e Lello Topo, hanno invaso l’aula di palazzo Santa Lucia durante il consiglio regionale per opporsi a tale ordinanza. “Solo solidarietà” – ha affermato il sindaco di Qualiano, il primo a lanciare l’allarme circa le gravi conseguenze per la salute del territorio prima per l’emergenza, poi per la riapertura della nuova, ennesima discarica – “Ma noi ci opporremo con tutte le nostre forze, ricorrendo alla legge e non” – ha garantito il sindaco. Dello stesso parere i primi cittadini degli altri comuni del comprensorio che non sembrano intenzionati a sottostare a quest’ulteriore grave minaccia all’ambiente. Intanto, tonnellate di rifiuti sparse lungo le strade del comprensorio continuano ad attentare alla salute pubblica, e attendono di essere smaltite ma, lunedì scorso, al cospetto del commissario straordinario la Fibe ha avuto il via libera per la compravendita del terreno della discarica in via Ripuaria. Una landa di terra sopravvissuto allo scempio degli ultimi anni quella individuata come l’ennesima discarica del giuglianese per far fronte all’emergenza. Il provvedimento però, ha subito fatto scattare la reazione, dosata con amarezza e risentimento, dei sindaci del comprensorio che dopo la riunione durata fino a notte tarda martedì scorso, da ieri stanno pacificamente e civilmente occupando la discarica al confine tra Qualiano e Villaricca. Uniti al coro di protesta, centinaia di cittadini allarmati dal pericolo che questo nuovo sito di sversamento potrebbe rappresentare per un territorio da decenni martoriato dalla gestione straordinaria dell’emergenza ambientale.

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