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sabato, Maggio 21, 2022
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EMERGENZA RIFIUTI, UN’ALTRA GIORNATA DI PASSIONE


Dopo l’incendio di sabato scorso presso l’impianto di Cdr, le massime autorità avevano garantito il prosieguo delle attività di sversamento dei rifiuti e, in effetti, lunghe code d’autocompattatori hanno continuato a riversare in zona i rifiuti del comprensorio, almeno fino a ieri. Alcuni residenti, spaventati dalla fitta coltre di fumo che ha invaso la zona dai momenti immediatamente successivi al rogo, hanno tentato di ostacolare il flusso di mezzi delle società di raccolta rifiuti, perché seriamente spaventati dalle conseguenze che quest’incendio ha potuto provocare alla salute del territorio già fortemente stressato. E, mentre le centraline dell’Arpac continuano a monitorare i livelli d’inquinamento dell’aria dopo l’incendio che ha mandato in fumo 1500 tonnellate di rifiuti, in campo contro il disastro annunciato, associazioni di categoria, istituzioni e residenti. Chi infatti non ha potuto lasciare la propria abitazione per cercare ospitalità altrove, da amici o parenti, continua a protestare contro la decisione di continuare a sversare, ignorando i pericoli che la nube di fumo che avvolge la zona, potrebbe rappresentare per la salute. Ma, se questa è la situazione nella zona Asi, non va certo meglio in via Ripuaria dove per tutta la giornata di oggi, una pacifica protesta di cittadini e volontari di associazioni ambientaliste, ha provato per tutto il giorno a bloccare i lavori presso la cava che entro qualche settimana potrebbe diventare operativa, aprendo una nuova area di sversamento sul territorio al confine tra Giugliano, Villaricca e Qualiano. E, mentre un lungo corteo di persone si è snodato dal “Ponte di Surriento” fino all’ingresso della nuova cava ostruendo il passaggio non solo ai mezzi diretti al cantiere ma anche alle auto che transitavano lungo quel percorso, si attende l’esito della battaglia combattuta invece sul fronte istituzionale. E’ previsto infatti per lunedì prossimo un incontro in prefettura con il direttore generale del ministero dell’ambiente. La speranza è che si possa ottenere dalle istituzioni al vertice, il riconoscimento del disastro ambientale e l’indennità per la messa in bonifica dell’area. La seconda tappa è invece fissata al prossimo 30 agosto, quando il Tar renderà nota la sentenza circa la richiesta avanzata a luglio dal sindaco di Villaricca Lello Topo, il quale chiedeva formalmente la sospensione dei lavori nella cava di via Ripuaria, per l’incompatibilità del territorio con le esigenze di smaltimento dei rifiuti nutrite da un’intera regione. Ma mentre si cerca di osteggiare su più fronti la messa a battezzo della nuova discarica, i residenti continuano protestare. L’incendio all’impianto di Cdr della zona Asi, tiene alti i livelli di allarme e di preoccupazione, sollecitando ancor più le reazioni di quanti da anni assistono allo scempio del comprensorio.

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