Dopo la rovinosa sconfitta con la Cisco, si apre un nuovo capitolo per il Giugliano. La prossima sfida sarà quella interna con il Rovigo, reduce da una vittoria esterna ottenuta sul campo della Paganese, e sarà la prima delle due gare casalinghe da disputare a porte chiuse. Magari la scossa per Toscano e soci potrebbe arrivare proprio da queste due gare, o magari no, con la classifica che, nel caso del perdurare del periodo no, passerebbe da pericolosa a drammatica. Oggi il Giugliano è terzultimo, con soli due punti in più dal fanalino di coda Rieti, che rappresenta la retrocessione diretta, e continuare a perdere significherebbe scivolare laggiù in coda. Che sarebbe stata dura per la rinnovata squadra di Domenico Gargiulo lo si sapeva, già dall’estate scorsa era chiaro a tutti che salvarsi quest’anno sarebbe stata un’impresa, ma l’ottimo inizio di torneo, e alcune partite ben giocate, quali quella di Gubbio e quella interna con la Paganese, ultima vittoria in campionato, avevano un po’ illuso tutti sulla bontà delle scelte di Poziello, scelte per certi versi obbligate. Appariva certa pure la competitività dell’organico, composto in gran parte da gente giovanissima e debuttante in categoria. E se a tutto questo, si aggiunge poi, che il girone dava l’impressione di essere tutt’altro che competitivo, con compagini ampiamente alla portata dei tigrotti, ecco che appena un mese fa tutto lasciava pensare che il Giugliano, senza sforzi apparenti, e così com’è, poteva pensare di poter arrivare alla salvezza senza affanni. Ed invece, il solo punticino conquistato nelle ultime quattro gare, frutto del pareggio interno con il modesto Castelnuovo, e le tre sconfitte ascritte in classifica, di cui l’ultima, quella di Roma, subita contro una Cisco in inferiorità numerica già dalla mezzora del primo tempo, e con il risultato ancora inchiodato sullo zero a zero, prima cioè delle due reti beccate nella ripresa da De Marco, non solo hanno fatto tornare tutti con i piedi per terra, ma li hanno pure appesantiti da un gap psicologico ora difficile da superare. Si sa che, il rimedio a tutti i mali nel calcio sono le vittorie, ma come fare per tornare ai tre punti? Sentite Gargiulo: «ho detto ai miei ragazzi di stare tranquilli, e di tornare a fare quello che avevano fatto ad inizio torneo, quando con grinta e convinzione avevamo giocato buone gare, riuscendo a vincerne qualcuna. Nei momenti difficili è importante non perdere la bussola, e con molto lavoro, e un po’ di buona fortuna, ci possiamo mettere alla spalle questo momento». Si, è possibile, ma la squadra appare sfiduciata, tanto più che già i tifosi invocano rinforzi dal prossimo mercato di gennaio: «abbiamo dei problemi, questo è vero, ma gennaio è ancora lontano, e noi non possiamo permetterci di pensare già al mercato di riparazione. È il momento che i ragazzi si giochino il tutto per tutto, che muovano la classifica il prima possibile, senza fare tanti calcoli». Si è passati nel giro di un mese, dall’illusione avuta con la Paganese, allo sconforto delle ultime sconfitte: «ripeto, dobbiamo reagire, giocare con più cattiveria, come se ogni gara fosse una finale per la salvezza. La squadra è giovane, e si sa che i ragazzi passano da uno stato d’animo all’altro con molta facilità. Chiedo a tutti però, di continuare a sostenerli, ne va del futuro di questa società». Lei si sente in discussione? «nel mondo del calcio non esistono certezze, e il destino degli allenatori poi è sempre stato legato ai risultati. Ma io non ci bado, so di avere la fiducia di Poziello, e continuo per la mia strada. C’è da soffrire e lo si è sempre saputo. Qualcuno forse si aspettava qualcosa di diverso?». Intanto contro il Rovigo c’è emergenza in attacco per la squalifica di Chigou, l’uomo più rappresentativo della squadra ma pure quello con la forma fisica più scarsa.
Giugliano (4-3-3): De Marco; Flauto, Astarita, Campisi, Mencarelli; Poziello, Marzocchi, Toscano; Scarpato, Belleri, Di Roberto. In panchina: Mezzacapo, Varchetta, Pepe, Sileno, Buonocore, Ragosta, Famiano. Allenatore: Gargiulo
Indisponibili: Chigou, Alterio.


