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IL NAPOLI VINCE E VOLA AL VERTICE DELLA CLASSIFICA. GOL SU RIGORE DI CALAIO’

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Nella quasi malinconica atmosfera dello stadio Adriatico di Pescara (soltanto 7.000 spettatori circa,di cui 5.000 napoletani) il Napoli batte il team abruzzese grazie ad un rigore del solito Calaiò e guadagna il primato solitario in classifica, in virtù del pareggio casalingo del Piacenza contro l’Albinoleffe. Nel Napoli ritorna De Zerbi, per il resto è lo stesso undici che sette giorni fa aveva battuto il Bologna al San Paolo, con Bucchi ancora in panchina e Dalla Bona in tribuna. Il Pescara, reduce da due sconfitte consecutive e a soli 4 punti in classifica si affida all’esperienza di Ferrante in avanti affiancato da Martini.
Parte bene il Pescara, al 7’ Ferrante stacca di testa, sulla traiettoria c’è Grava che devia fortuitamente in angolo, il Napoli si fa vedere al 12’ con una punizione di De Zerbi su cui il portiere Spadavecchia fa buona guardia, al 15’ancora Pescara in attacco, De Falco ci prova dalla distanza ma Iezzo alza sulla traversa, il Naploli risponde immediatamente due minuti dopo con Calaiò che scaglia un sinistro da trenta metri, ma ancora Spadavecchia è bravo a distendersi e a parare. La partita è nervosa, in cinque minuti vengono ammoniti Savini, Martini e Moscardi… poi al 31’ Olivieri, reo di un entrata assassina sul malcapitato Bogliacino che però rimarrà in campo senza problemi per il resto dei novanta minuti, lascia in dieci il Pescara. Al 34’Amazzalorso corre ai ripari inserendo Zoppetti, un difensore, per Ferrante che non gradisce. Il Napoli nonostante la superiorità numerica non si fa pericoloso nel primo tempo, anzi è il Pescara a sfiorare il gol con una conclusione ravvicinata di Martini neutralizzata da Iezzo. Il primo tempo termina 0-0 con un Napoli deludente soprattutto sul pianto della determinazione.
La ripresa vede l’ingresso in campo di Trotta al posto di Savini e cosi Reya passa ad un 4-3-1-2 con De Zerbi a fare il trequartista e con Grava e Domizzi esterni di difesa. Il Napoli sembra aver cambiato faccia e si vede, al 4’Calaiò si trova solo davanti a Spadavecchia ma l’estremo difensore pescarese è bravissimo a non farsi superare in dribbling dalla punta azzurra, due giri di lancette e Amodio ci prova di destro ma è ancora bravo il portiere ex Bari. Passano altri due minuti e stavolta è De Zerbi a provare un sinistro dalla distanza che si spegne pero a lato, il Pescara accusa il colpo e crolla all’undicesimo quando Delli Carri strattona Pià in area e l’albitro Pierpaoli indica il dischetto, batte Calaiò che fa il gol dell’ex, portando a quota sei il suo score personale in campionato. Il Napoli controlla bene il match per una ventina di minuti circa ma non riesce a farsi pericoloso. Al 28’ Pià lascia il campo per Sosa. Il Pescara si sveglia improvvisamente e nel giro di tre minuti produce tre palle gol, al 30’ Rigoni spara alto da buona posizione, poi al 32’ fa tutto Martini, dribla bene Maldonado in area e conclude di destro, Iezzo è strepitoso ad evitare il gol con un intervento di piede,sul successivo corner è ancora Martini a mandare a lato di testa. Al 41’il Napoli risponde con un bel contropiede, da Sosa a Montervino che pero tira alto, da apprezzare comunque la generosità del capitano. Allo scadere viene annullato un bel gol a Sosa per fuorigioco inesistente. Finisce qui, con il Napoli che conquista la sua terza vittoria esterna in campionato consolidando il suo primo posto, ma a dirla tutta oggi pomeriggio il Napoli ha fatto un grosso passo indietro rispetto alle ultime esibizioni contro Bari e Bologna, il gioco non è stato affatto convincente la vittoria non è stata del tutto meritata, tutto questo pero contava poco l’importante oggi allo stadio Adriatico di Pescara era vincere.

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