HomeSportCALCIO: QUARTA SCONFITTA CONSECUTIVA PER IL GIUGLIANO. GARGIULO ESONERATO

CALCIO: QUARTA SCONFITTA CONSECUTIVA PER IL GIUGLIANO. GARGIULO ESONERATO

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La quarta sconfitta consecutiva ha costretto mister Gargiulo a rassegnare le dimissioni. Si chiude così amaramente il primo capitolo della rinascita giuglianese, quello che in un discorso più ampio prevede il risanamento economico del club, attraverso una politica incentrata su giovani e sconosciuti, al panorama nazionale, calciatori. È stato il Rovigo, avversario di turno, a decretare la fine della gestione Gargiulo, che in verità era già sul bilico dopo la cocente sconfitta con il Foligno, a cui ha fatto seguito pure quella con la Cisco Roma, quando in superiorità numerica per un’ora e passa di gioco, i tigrotti misero in evidenza il peggio di sé. Evento ripetutosi pure domenica scorsa con la squadra veneta, dove l’avversario, così come la Cisco Roma pochi giorni prima, forse cosciente della propria superiorità sui tigrotti, ha regalato un uomo alla mezzora del primo tempo, finendo comunque con il vincere facilmente la gara. E così, se perdi ben quattro volte di seguito, nonostante l’uomo in più in ben due occasioni, allora significa proprio che, o sei brocco, o che chi ti guida è peggio di te. Non potendo discutere sul valore di Gargiulo, la cui carriera parla per sé, diviene molto più plausibile la prima ipotesi, sentite lo stesso Gargiulo: «si dovrebbero cambiare sette – otto giocatori. Non potendolo fare ho deciso di farmi da parte io. Ma lo faccio solo per il bene del Giugliano, io sono di questa città, e non posso vederla così giù». Dunque le dimissioni dell’allenatore sono per lei la panacee a tutti i mali della squadra: «in questo momento si – continua l’oramai ex giuglianese-, l’ho detto, andrebbero cambiati molti giocatori, ma questo non è possibile, dunque pago io». Oggi il Giugliano è ultimo: «lo so e mi dispiace. La squadra ha dei limiti evidenti, è scoperta in troppi ruoli». Si sente tradito? « forse si, magari da coloro che dovevano garantire quella qualità ed esperienza che invece ci è mancata del tutto». Poi una piccola ammissione a denti stretti: «sfido chiunque a fare meglio con la squadra così com’è oggi». E quest’ultima frase la dice lunga sulla possibilità che oggi il gruppo ha, così com’è, di salvarsi. Dunque il Giugliano è come una patata bollente, che dalle mani di Gargiulo è già passata in quelle di un altro personaggio esperto e navigato. Sono le dieci dita di Salvatore Di Somma, il cui nome è stato comunicato in fretta dall’ufficio stampa giuglianese. Di Somma ha davanti a sé una vera impresa, paragonabile forse alla vittoria di un mondiale. È troppo? Allora sentite il presidente Poziello: «Gargiulo va via e questo mi dispiace, anche se resta con noi con un altro incarico. Non sarei mai voluto arrivare a tanto, ma purtroppo nel calcio quando le cose vanno così male bisogna sterzare. Le colpe? certamente non sue, ma in gran parte della squadra, e dei calciatori più esperti. Mi hanno deluso soprattutto costoro, quelli che dovevano dare quel quid in più. Già qualcuno prima ancora del Rovigo mi ha chiesto di andare via, e non vedo l’ora di accontentarlo. Basta con gente che lavora a mala voglia, che gioca al di sotto delle proprie possibilità perché qua ci sta male. Chi non ama questa maglia deve andare via».

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