Dopo la scoppola di Reggio Emilia, che ha lasciato non pochi strascichi soprattutto tra i tifosi, il Giugliano di Toni Porta si sta preparando ora alla sfida con il Cuoipelli Cappiano, che si giocherà domenica prossima nel deserto dello stadio De Cristofaro, chiuso ai tifosi per la seconda ed ultima giornata consecutiva di squalifica, inflitta dal giudice sportivo dopo i noti fatti avvenuti nel dopo partita con il Foligno. Sarà una nuovo banco di prova per i ragazzi gialloblu, che dal basso dell’ultimo posto in classifica inseguono dapprima il Rieti, il più vicino ad appena un punto, e poi le altre squadre via via posizionate più avanti fino a sedici punti, che è la soglia attuale della sestultima posizione. I tigrotti sono fermi a quota dieci, dunque ad oggi il gap appare tutt’ altro che insormontabile. Ma serve un undici ben diverso da quello visto all’opera nell’ultimo mese, per scalare posizioni e tornare in corsa per la salvezza occorre presentarsi in condizioni psico-fisiche diverse. Con la Reggiana mister Porta, che era al lavoro da appena cinque giorni, ha fatto degli esperimenti che sono apparsi un po’ azzardati, soprattutto non sono piaciuti ai tifosi organizzati, che già avevano osteggiato l’allenatore procedano sin dal primo giorno in cui è stato chiamato da Poziello, finendo dopo lo zero a quattro subito, col sentirsi ancor più forti nelle proprie convinzioni antiallenatore. Flauto centrale con Astarita, con il giovanissimo Rainone, un ottantotto all’esordio da titolare contro la Reggiana, favorito su Mencarelli, che prima era divenuto titolare, e Poziello schierato terzino sinistro, lui che ha sempre agito da centrocampista, sono state le mosse che hanno fatto infuriare le Brigate Boys, che non lo hanno mandato a dire. La causa è stata l’inevitabile frattura, che ora si è creata con gran parte dei promotori dell’ oramai fatidica iniziativa “palla al centro”, quella che in estate ha portato quasi cinquecento abbonati a dimostrare il proprio affetto ai colori gialloblu. Affetto che a sentire i tifosi resta comunque immutato, ma in una situazione che somiglia molto ad una polveriera. Tant’è i tifosi debbono continuare a fare i tifosi, e Porta che è il dopo Gargiulo, a fare l’allenatore. Appare chiaro che seppur in contestazione, la squadra ha una sola possibilità per uscire fuori dal tunnel, il sostegno di tutti e la convinzione ferma e decisa nella fattibilità dell’impresa. In poche parole, per amore del Giugliano, bisogna sostenere la squadra, soprattutto ora che è in piena crisi. E nello stesso tempo rafforzarla, perché con tutta la buona volontà dei giocatori, appare chiaro che non tutti sono all’altezza del compito. Dunque il presidente Poziello non ha scelta, a gennaio deve ingaggiare almeno quattro giocatori di categoria, per non vedere buttato all’aria quasi dieci anni di professionismo. Intanto arrivano i pisani del CuoioCappiano, che a quota sedici punti sono appena più in là della zona rossa, e reduci da due zero a zero consecutivi cercheranno sicuramente di portare via almeno un punto da Giugliano. Mister Porta con Campisi ripresosi dall’infortunio potrebbe riportare Flauto a destra, mentre Poziello potrebbe scivolare in panchina per Mencarelli. A Ragosta poi potrebbe essere favorito Flaminio o se starà bene, Scarpato. Per il resto dovrebbero scendere in campo gli stessi calciatori che hanno perso con la Reggiana.
GIUGLIANO (4-3-2-1): De Marco; Flauto, Campisi, Astarita, Mencarelli; Flaminio, Marzocchi, Buonocore, Toscano, Di Roberto; Chigou. In Panchina: Mezzacapo; Rainone, Pepe, Varchetta, Poziello, Alterio, Belleri. Allenatore: Antonio Porta
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