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martedì, Luglio 5, 2022
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Muore schiacciato nella fabbrica


Si trasforma in tragedia un semplice controllo di routine. Luciano Di Natale, 55 anni, originario di Marano, titolare di una ditta di manutenzione meccanica, è morto in un incidente sul lavoro avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, nel reparto «parchi primari» dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto. Dall’inizio dell’anno questo è il terzo incidente mortale avvenuto all’Ilva. Secondo una prima ricostruzione fornita dall’azienda e dai sindacati, l’imprenditore – titolare della «Tecnocis srl» che opera nell’indotto Ilva – stava compiendo un sopralluogo su un nastro trasportatore fermo e in manutenzione, su cui stavano operando alcuni suoi dipendenti. Per cause ancora da chiarire, inaspettatamente Di Natale è stato agganciato da un altro nastro trasportatore che corre in parallelo al primo e che era regolarmente in funzione. L’imprenditore non è riuscito a divincolarsi dalla morsa, ed è morto sul colpo stritolato dal nastro, sotto gli occhi increduli dei suoi dipendenti. Dell’incidente è stato informato il sostituto procuratore di turno Vincenzo Petrocelli, che ha disposto il sequestro dell’impianto. Sul luogo dell’incidente hanno compiuto un sopralluogo funzionari dell’ispettorato del lavoro di Taranto. I tre figli, in trasferta a Taranto con il padre, non hanno potuto fare altro che constatarne la morte. Il più grande dei tre, Carmine, 30 anni, commenta sconvolto: «Non so cosa dire su quello che è successo. Vi prego rispettate il mio dolore». Queste, le uniche parole che il maggiore dei figli, ancora sotto choc, è riuscito a pronunciare. Il ragazzo, fino a tarda sera, ha cercato di tenere stretto riserbo sulla tragedia, per tutelare la moglie incinta e i nonni, ancora ignari dell’accaduto. La famiglia, già sconvolta da un precedente lutto, rivive ora nuovamente il dolore vissuto appena un anno fa, quando a lasciarli fu la madre. Della tragedia, avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri all’Ilva, parleranno i tre segretari generali nazionali di categoria Gianni Caprioli (Fim), Gianni Rinaldini (Fiom) e Antonino Regazzi (Uilm) nell’incontro convocato per oggi a Taranto. L’assemblea, che si occuperà in particolare della situazione all’Ilva, era stata convocata poche ore prima dell’incidente mortale avvenuto ieri nello stabilimento siderurgico, in cui l’uomo ha perso la vita. In riferimento a quest’ultimo incidente, il segretario generale della Uilm di Taranto, Rocco Palombella, sostiene in una nota che «evidentemente la distanza tra il nastro in manutenzione e quello in esercizio – circa un metro – è stata fatale a causa dell’esiguo spazio di lavoro». «In un mese – prosegue Palombella – si sono verificati due incidenti mortali. È un bilancio insopportabile che ha bisogno di risposte concrete», e ricorda che «proprio oggi c’è stato l’ennesimo incontro con la direzione aziendale per denunciare, ancora una volta, il susseguirsi di incidenti gravi». Ancora da chiarire le dinamiche dell’incidente, indagano le forze dell’ordine di Taranto.


CRISTINA LIGUORI – IL MATTINO 26/09/2006

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