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mercoledì, Giugno 29, 2022
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Macelli gestiti dai boss traffico illegale di carne


Carni adulterate importate dall’estero, in particolare dall’Europa, sarebbero finite sulla tavola di tanti cittadini dell’area a nord di Napoli. È su questo business illegale, messo in piedi da un’associazione a delinquere in odore di camorra, che sta indagando la finanza. I controlli riguardano i macelli e anche le macellerie della provincia metropolitana, da Frattamaggiore a Melito, passando per tanti altri Comuni dell’area nord, dove sarebbero stati smistati i prodotti. E già nei mesi scorsi sono state, infatti, compiute diverse perquisizioni negli esercizi commerciali. Ma sull’inchiesta giudiziaria c’è il massimo riserbo. È dall’Asl Napoli 3 che sono trapelate queste informazioni, dopo il coinvolgimento, per alcuni pareri tecnici, del settore veterinario dell’azienda sanitaria. L’indagine è, infatti, più ampia: quello sui macelli e sulla vendita di prodotti alimentari falsamente indicati come genuini non è l’unico filone sotto esame degli inquirenti. Sono in corso anche altre verifiche, finanziarie e amministrative. Sono diverse le contestazioni ipotizzate: dall’evasione fiscale alla frode in commercio, tentata dai titolari dei macelli, alla regolarità delle autorizzazioni per lo svolgimento delle attività, e in questo caso torna in discussione l’operato degli stessi funzionari dell’Asl. E non è escluso anche il coinvolgimento dei funzionari della Regione che hanno provveduto, assieme alla Asl, ai controlli per il rilascio del bollino di certificazione europea, il primo passo per garantire la qualità dei prodotti. Nel comprensorio di competenza dell’Asl 3 sono stati censiti, nel 2005, in tutto cinque macelli attivi; due specializzati nel trattamento delle carni rosse e tre esercizi impegnati nel trattamento delle carni bianche. In più, sono risultati attivi 32 i laboratori per il sezionamento delle carni e 22 laboratori che si occupano della preparazione di salumi e salsicce. Il volume dell’attività è, insomma, notevole. Solo nel 2005 sono stati macellati, nel territorio di competenza dell’Asl 3, 2.856 capi bovini, 32.337 suini, 25.679 ovicaprini, 243mila conigli e quasi 5 milioni di polli. Nell’anno scorso, inoltre, sono stati sequestrati 35 quintali di carne per una serie di violazioni delle norme igienico sanitarie. «La maggior parte di questi prodotti – spiega Enrico Bianco, direttore dell’unità veterinaria che si occupa dell’igiene alimenti all’ingrosso – proviene dall’estero. Tant’è che nel 2005 sono state importate 2.488 tonnellate di bovini e 3.843 tonnellate di suini. Al riguardo è previsto che 24 ore prima dell’arrivo della merce il titolare invii una pre-notifica alla Asl e all’Uvac, l’unità competente in materia del ministero della Sanità». A questo punto dovrebbero scattare i controlli. «Ma se i controlli non sono sufficienti – dice il direttore Bianco – è innanzitutto per la carenza del personale. Purtroppo, ho a disposizione solo tre veterinari ufficiali, mentre altri sette sono veterinari convenzionati, che collaborano quindi nello svolgimento delle attività, ma che non possono intervenire da soli. A ogni modo con il Nas e la finanza c’è una stretta collaborazione».


maria pirro – il mattino 3 ottobre 2006

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