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giovedì, Giugno 30, 2022
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Cava di Villaricca, si accelera per aprire domani


Sulla scacchiera ricevuta in eredità da Catenacci, Bertolaso sta provando e riprovando lo spostamento delle varie pedine. Al neocommissario la prima mossa vincente sembra essere, senza troppi dubbi, l’apertura della discarica di Villaricca. Un mini asso da giocare in questo scenario di disperazione, che potrebbe far sparire di colpo un bel po’ di spazzatura da Napoli e provincia. E una cosa è certa: a Napoli non si erano mai vista tanti rifiuti traboccare nelle strade, senza distinzione di quartieri. L’apertura dello sversatoio di Villaricca, un’ex cava di pozzolana già individuata dalla Fibe tre anni fa tra i siti ”possibili”, potrebbe avvenire già domani. Ma la partita è complicata assai, e allora è meglio tacere e lavorare. Intanto oggi nell’ex cava di Villaricca saranno completate le attività di collaudo. Il nuovo sito, 600 metri cubi di capienza tutti da utilizzare, avrebbe dovuto già aprire il 20 settembre, ma poi l’”inaugurazione” è slittata a causa delle proteste dei residenti. È inutile dirlo, anche su questo sito, che si trova nella tristemente nota (a causa dei miasmi che si sprigionano dai vari siti vicini e che da anni martirizzano la popolazione residente) via Ripuaria, pende ricorso al Tar presentato dal Comune avverso la decisione del commissariato per l’emergenza rifiuti. Il tribunale amministrativo avrebbe dovuto pronunciarsi giovedì scorso, ma i tempi della sentenza si sono allungati perchè il sindaco di Villaricca, Raffaele Topo, qualche giorno prima si è precipitato a Roma per integrare la lista dei documenti allegati al fascicolo. Una circostanza che certo non fa pensare a una resa della comunità. E, dopo le proteste dell’estate scorsa (ad agosto tre manifestanti si legarono a una corda e si lanciarono all’interno dell’ex cava minacciando di lasciarsi cadere nel vuoto se i lavori non fossero cessati) davanti alla discarica stazionano sempre due gazebo del comitato permanente di lotta dei cittadini, e di giorno ospitano sempre, a turno, degli iscritti. Eppure, nonostante i cittadini siano esasperati, questa volta sembra proprio che la discarica aprirà: nei giorni scorsi, infatti, una delegazione dei comuni interessati, ricevuta a Roma da Pecoraro Scanio, avrebbe strappato al ministro lo stanziamento di fondi per bonificare l’intera area. Una cosa non da poco, visto che anche la discarica in allestimento sorge all’interno del cosiddetto ”triangolo della morte”, nell’area tra i comuni di Villaricca, Giugliano e Qualiano dove, in meno di tre chilometri in linea d’aria, oltre a un impianto di Cdr esistono 14 piattaforme per il deposito di migliaia di ecoballe. E dai primi anni ’90 fino a oggi nell’area si sono aperte e chiuse per esaurimento diverse discariche, da Tre ponti a Settecainate, e prima ancora i siti ”Resit 1” e ”Resit 2” chiusi nel 2003 dopo un incendio di proporzioni devastanti. Per non parlare dei 40 siti utilizzati dalla camorra sullo stesso territorio per scaricare illegalmente, la cui mappa è stata disegnata da Legambiente. E del deposito-ombra di via Bologna, dove furono rinvenuti – proprio nei pressi della cava che aprirà domani – 571 fusti tossici scaricati di notte. I fusti furono rimossi solo tre anni dopo e non è ancora sicuro che sotto terra non ce ne siano altri. Ecco perchè i residenti sono preoccupati, nonostante le assicurazioni che il nuovo sito funzionerà solo tre mesi.



CARLA DI NAPOLI – IL MATTINO 09/10/2006

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