«NON CI SONO FONDI PER RIMUOVERE I FUSTI TOSSICI»

Francesco Taglialatela

Nonostante le lunghe battaglie in difesa del territorio a Napoli Nord succede ancora che rifiuti tossici ammassati ai bordi delle strade e nelle campagne, terre del giuglianese famose per l’agricoltura florida e sana, restino immobili, fuori controllo e praticamente alla mercè di chiunque. Era il 30 dicembre del 2006 quando tre zone distinte del Comune di Giugliano finirono sotto sequestro per il ritrovamento di fusti contenenti polveri di scarto della lavorazione industriale: «non toccatele – fu detto agli agricoltori – potrebbero essere pericolose». Le zone furono transennate per tenere alla larga chiunque volesse avvicinarsi e poi più nulla. Per giorni la situazione restò immutata. Sembrava che il braccio di ferro tra l’amministrazione retta dal sindaco Francesco Tagliatatela e il Commissariato di Governo, avrebbe dato risposte immediate per la rimozione dei fusti, ma non fu così, il 3 gennaio del 2007 il sindaco annunciava: «Il Comune non ha disponibilità finanziarie per occuparsi della bonifica, ma ha allertato la “Iacorossi” che dovrebbe bonificare il terreno con i soldi del Commissariato di Governo». Per gli agricoltori di Via Madonna del Pantano, una delle tre zone maggiormente interessate dai depositi illegali, inizia il calvario. Ad altro rischio le coltivazioni di frutta e ortaggi stanno creando notevoli disagi che hanno messo a dura prova la pazienza dei coltivatori, che in mancanza di un intervento risolutivo, il 12 gennaio scorso hanno occupato la stanza del sindaco Tagliatatela al secondo piano del palazzo municipale di Corso Campano, gridando: «Se avessero scaricato quei sacchi in Piazza Annunziata, tutto questo non sarebbe successo», ma anche allora il sindaco e l’assessore all’ambiente Armando Di Nardo fecero sapere che si stava facendo il possibile e si attendeva un preventivo della “Iacorossi”, la ditta esperta per la rimozione dei rifiuti speciali, ma poi il buio totale fino a ieri. Le piogge dei giorni scorsi hanno praticamente disciolto ciò che ancora restava nei fusti, penetrando nel sottosuolo e inevitabilmente contaminando le aree immediatamente adiacenti. Dal Comune fanno sapere: «Non c’è denaro per rimuovere quei rifiuti e bisogna attendere. I materiali non sono tossici, ma sono solo rifiuti speciali. Allerteremo la Polizia Municipale per affinché richiuda la strada».
L’ordinanza di chiusura della strada di Via Madonna del Pantano non è mai stata ritirata, infatti i veicoli transitavano, fino ad ieri, nonostante il divieto imposto il 30 dicembre dello scorso 2006.