Il recupero della quarta giornata di ritorno, disputata domenica scorsa dopo il rinvio per i noti fatti di Catania, ha arriso al Giugliano che sul difficilissimo campo della Spal, è riuscito nell’impresa di pareggiare la sfida contro la quotata squadra di David Sesa. È finita zero a zero, un risultato sorprendente e nello stesso tempo pure atteso, frutto del buon lavoro che mister Porta sta facendo con il materiale umano che Poziello gli ha messo a disposizione. È innegabile che seppur ancora ultimo, il Giugliano da qualche domenica a questa parte ha poco a che vedere con la squadra che subiva in lungo e in largo le avversarie, che rimediava delle sconfitte sonore sia in casa che fuori, che sembrava destinato senza appelli alla retrocessione diretta nei Dilettanti. Ora la squadra, grazie agli innesti invernali di Citterio e Maggi, più quello di Caligiuri che fin qui però non ha ancora portato frutto, e grazie ad una condizione psico-fisica che è cresciuta gara dopo gara, e grazie soprattutto ai risultati che finalmente stanno premiando il duro lavoro svolto sul campo, appare più quadrata e più convinta dei propri mezzi. Un’iniezione di fiducia data dalle prestazioni e dal gioco finalmente all’altezza, e dai quattro punti strappati contro la Viterbese e la Spal nelle ultime due di campionato. La chiave di volta sta proprio qua, anche se già in precedenza a Pagani, e nelle gare interne con il Gubbio e il Sansovino, si cominciava ad intravedere la mano dell’allenatore e la sua mentalità, sempre proiettata alla fiducia e sempre determinata verso la salvezza. Un Giugliano rinfrancato dalla cura Porta, che dopo aver sofferto negli scontri diretti contro le concorrenti salvezza, sta venendo fuori pian pianino contro le squadre che vanno per la maggiore. Ora la permanenza in categoria non appare più come un miraggio, ma un’impresa alla portata dei gialloblu, soprattutto se questi sapranno mantenere l’umiltà e la positività giusta. Con Porta i tigrotti hanno assimilato un modulo di gioco, il tre quattro tre, che sembrava un azzardo soprattutto perché applicato ad una formazione in piena emergenza di classifica e con continui infortuni. Invece l’allenatore procidano, ha insinuato nelle testa dei suoi ragazzi l’orgoglio e la determinazione giusta, e questi hanno risposto cominciando a giocare senza più assilli e pressioni. Nell’ultimo mese sono cambiati molti protagonisti, in campo non ci sono stati quasi mai gli stessi giocatori, basta pensare che fino a gennaio il Giugliano sembrava legato da doppio filo a Dani Chigou, unico cannoniere della squadra. Partito lui era lecito pensare ad una disfatta generale, invece sono arrivate le prestazioni di un sempre più convincente Scarpato, grande trascinatore dell’attacco gialloblu, di un ritrovato Di Roberto, che però è fuori per infortunio già da tre gare, di una coppia di centrocampo ben assortita quale Maggi – Toscano, e degli innesti dei vari Flaminio, Famiano, Belleri e Alterio, tutti attaccanti che Porta ha utilizzato senza mai dare la sensazione di chi fosse titolare e chi no. Ha tenuto tutti sulla corda, motivandoli e proiettandoli verso il pieno recupero personale e della squadra, e questo ha fatto bene a tutti. Ma il suo capolavoro Porta lo ha fatto in difesa, dove ha prima provato invano Poziello e Flauto come esterni bassi, per poi quadrare il tutto con tre centrali dove il solo Citterio funge da faro per i vari Astarita, Campisi, Varchetta e Buonocore, che fin qui si sono alternati gara dopo gara, e dove gli esterni Mencarelli e Marzocchi stanno riemergendo dopo una fase in cui sembravano oramai alla frutta. Risultato: il Giugliano non prende goal da due gare, e questo rappresenta il perno sui cui costruire le prossime due trasferte, la prima a Castelnuovo e l’altra a Foligno. Con la penultima classificata lontana appena un punto e la zona franca a meno sei, si comincia forse ad intravedere la luce fuori dal tunnel.
CALCIO, SERIE C2: IL GIUGLIANO PAREGGIA LA GARA CON LA SPAL
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