Al Giugliano non riesce l’impresa di uscire imbattuto in casa del Cuiopelli Cappiano, le reti di Granito e Vettori hanno affondato ogni residua speranza di salvezza della squadra gialloblu. Serviva almeno un punto per avvicinare il Sansovino, anch’esso sconfitto in trasferta a Gubbio, per poi magari giocarsi tutto nelle ultime due giornate, ed invece, la diciassettesima sconfitta stagionale, la dodicesima in trasferta, e l’ennesima espulsione contro, stavolta è stato Buonocore a farsi la doccia anticipata, hanno ricalcato ancora di più verso lo scuro il nerissimo campionato di quest’anno, il più brutto e oramai l’ultimo nei professionisti dopo una serie che durava da ben dieci anni. Si avvicina così il mesto ritorno nei Dilettanti, quattro punti dal Sansovino sono un’enormità, e a meno di miracoli che solo una volontà divina potrebbe ancora compiere, le ultime due partite saranno solo una pura formalità. Mister Porta dopo il pareggio interno con la Reggiana, aveva stilato una tabella per l’aggancio dei play out che prevedeva sette punti per il Giugliano contro tre del Sansovino nelle ultime tre gare, ebbene, probabilmente per gli umbri il pronostico alla fine sarà pure azzeccato, ma per quanto riguarda il Giugliano, beh, a giudicare da quanto sta avvenendo, è proprio il caso di dire che si tratta di un fallimento su tutti i fronti. Del resto pensare di fare quanto mai fatto in tutto il torneo, era sicuramente una visione più che ottimistica, giustificata solo dal fatto che l’allenatore, come il ruolo impone, è davvero l’ultimo ad arrendersi. Ma con ques’ultima sconfitta, subita contro un avversario che non ha poi fatto molto per ottenerla, pure Porta se ne farà una ragione, arrendendosi all’evidenza di una retrocessione oramai matura, dovuta ad una rosa inadeguata per la categoria. La cronaca della partita parla comunque di un Giugliano generoso, che ha provato a vincere la sfida con i soliti tre attaccanti schierati là davanti, ma la scarsezza e l’inesperienza di gran parte della squadra, i tanti infortunati che non hanno potuto aiutare la barca, sono stati un deterrente micidiale. Alla fine della stagione quando tutto sarà finito e della C2 non resterà traccia, molti si mangeranno le mani per il fatto che il girone appariva ed appare tutt’altro che competitivo, ma senza voler trovare un unico responsabile, perchè il fallimento è di tutti, Poziello dovrà comunque piangere se stesso. Per essersi fatto convincere in estate quando voleva mollare, per essersi fatto consigliare male quando ha scelto la guida della squadra, per essersi imbarcamenato in un mercato riparatorio che ha regalato solo amarezze aggiunte a quelle già esistenti. D’altronde quando si è in chiara difficoltà economica, quando si prendono due punti di penalizzazione per non aver versato i contributi, quando ci si appella ai pochi amici ancora rimasti nella speranza di evitare una fine già scritta, non si ha la lucidità necessaria per capire che, forse era il caso di lasciare da vincitori. Cioè a giugno scorso, con una squadra ancora nei professionisti, ma senza un euro per farla giocare. Lo avesse fatto, nessuno avrebbe potuto addossargli le colpe che ora tutti gli daranno per questo grande dispiacere. E pensare che appena un anno fa, a Giugliano si continuava a parlare di C1, e si contestava da dentro e da fuori uno come l’ex direttore Maglione, oggi secondo con l’Avellino in lotta per la serie B, che ha avuto il sol torto di non dare spazio ai soliti “amici degli amici”. Quelli che pur senza meriti, usano il calcio solo come vetrina personale.
CALCIO, SERIE C2: RETROCESSIONE SEMPRE PIU’ VICINA PER I GIALLOBLU’
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