HomeSportGIUGLIANO FESTEGGIA GLI AZZURRI DOPO LA DELUSIONE DAI COLORI GIALLOBLU'

GIUGLIANO FESTEGGIA GLI AZZURRI DOPO LA DELUSIONE DAI COLORI GIALLOBLU’

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Ore 17:02 di domenica 10 giugno 2007, pure a Giugliano come in tutta la provincia napoletana e oltre, scoppia il delirio di migliaia di tifosi azzurri, che al triplice fischio finale di Piacenza – Triestina, prima ancora di quello dello stadio Marassi di Genova, rimandato in stereofonia a volume altissimo dalle case sveglie e attive dei trepidanti cittadini, si lasciano andare all’euforia più sfrenata. Dappertutto si odono urla e schiamazzi, trombe e fischietti, fuochi d’artificio infiniti manco fosse Capodanno o un proseguo della festa della Madonna della Pace, terminata appena otto giorni prima. E ancora urla di gioia unite nell’oramai famoso coro “Ce ne andiamo in serie A”, proseguo ideale del più famoso “poropoooporo”. E giù champagne e vino a flotte, a brindare dopo anni di sofferenza, resa ancora più acuta in questo territorio dalla retrocessione attuale del Giugliano nei Dilettanti. Cosicché per molti, per tanti, è stato come una liberazione dopo tanta sofferenza. E non poteva essere altrimenti, Giugliano da sempre fornisce ugole e presenze al Napoli Calcio da lustri, decenni. Ogni domenica quando si gioca al San Paolo o fuori da esso, in serie A o in C, decine di ragazzi riunitosi fuori ai tantissimi club Napoli cittadini, prendono la sciarpa e partono all’avventura. Per loro, e per tutti, anche quelli più pacati, finalmente la luce dopo tanta “nuttata”. Per i più grandi è stato come tornare indietro di anni: gli Scudetti, la Coppa Uefa, le vittorie sulla Juventus, tutto un delirio, tutto un fuoco, fino alla recente vittoria dell’Italia ai campionati del Mondo. Tu me reviens en esprit, direbbero i francesi, “tu mi ritorni in mente”, favola Napoli magicamente addormentata, un bagliore improvviso in un tunnel che appariva senza fine. Se a Genova si sono unite le bandiere rossoblu a quelle azzurre, a Giugliano quest’ultime erano tutt’uno con quelle gialloblu. Come ad esorcizzare fantasmi di un’attuale crisi che investe Giugliano ad ogni latitudine. Città difficile la terza più grande della Campania, e quella peggiore sia sotto il profilo dell’attualissima emergenza rifiuti, con molti siti leciti ed illeciti per la spazzatura, sia per le enormi potenzialità inespresse. Città che come il capoluogo Napoli ha il mare, ha la zona industriale, ha l’imprenditoria, ha le banche, ma come mamma Napoli ha pure la delinquenza, la mala amministrazione, la sporcizia della gente ottusa e incivile. Ma per tutti, davvero per tutti, è arrivata la felicità colorata d’azzurro, a schermare la delusione tutta gialloblu. Napoli in serie A e Giugliano che se gli va bene si iscrive nei Dilettanti. Siamo tornati a prima dell’inizio del nuovo millennio, anzi alla fine dei favolosi anni ottanta, quando solo l’azzurro contava, mentre il Giugliano non era altro che periferia sportiva ad uso e consumo di pochi. Qualcuno sussurra che il presidente dimissionario del Giugliano, Donato Poziello, davanti al nulla sotto forma di disinteresse totale degli imprenditori, stia per ripensarci tornando in sella alla poltrona di numero uno. Se così fosse, l’augurio è che presto Giugliano torni a brindare in un’altra domenica. Stavolta tutta gialloblu.

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