Il riscatto dopo la vergogna, la quiete dopo la tempesta, dall’esilio alla
liberazione il cammino è stato lungo ma intenso. Intenso,appunto, come il
cuore grande di Napoli, sempre e comunque vicino alla squadra in sei
interminabili anni di agonia. Il calcio vero torna a Napoli, il Napoli
ritorna nel calcio che conta; ed anche domenica, a fine gara, nonostante il
crollo interno alla prima di campionato contro il Cagliari, i 45.000 del San
Paolo hanno continuato ad incitare e ad applaudire la squadra, toccante
anche lo striscione della curva B di incoraggiamento per Montervino , dopo i
fischi di Napoli-Pisa, che testimonia l’abbraccio corale col quale il
pubblico partenopeo si è stretto alla squadra. Una sconfitta, che pochi si
aspettavano, forse a causa del forte entusiasmo, e per di più scaturita
proprio al San Paolo dove Reya non aveva mai perso e gli azzurri non
gettavano la spugna da ben tre anni. Il Napoli così stecca la prima, nel
forno del suo stadio dove il caldo torrido è stato il nemico più atroce. Il
presidente De Laurentis, a fine gara, ha dichiarato con tanto stile che il
caldo non è stato nemico del Napoli, ma di entrambe le squadre, certo è
vero, ma quando ti trovi sotto di due reti per due piccole disattenzioni, è
di sicuro più difficile reagire con temperature cosi alte. Eppure gli
azzurri ci hanno provato lo stesso, ma la fatica era troppa, poi il palo….
poi Fortin… ed allora la squadra di Reya ha dovuto posare ben presto le
armi nel proprio accampamento. E’ successo tutto nella ripresa, dopo un
primo tempo con poche pochissime emozioni, a parte un momento di paura al
25′ per Calaiò che dopo uno scontro fortuito con il portiere cagliaritano
Fortin ha riportato una ferita alla testa, niente di grave ma comunque il
cannoniere azzurro è stato sostituito nella ripresa dalla new entry
Zalayeta. L’ uruguaiano ha dato subito nuovo peso in attacco, ma l’unica
disattenzione della linea difensiva partenopea, colta in controtempo da uno
splendido assist di Fini che di petto ha smarcato Matri a tu per tu con
Iezzo dopo 4,’ è costata cara perchè il destro dell’ex Rimini ha finito la
sua corsa nell’angolo più lontano. L’ innesto di De Zerbi per uno stremato
Contini ha influito ben poco, anche e sopratutto perchè Foggia, napoletano
pure sangue, ha freddato di nuovo gli azzurri al 13′, procurandosi e
segnando un calcio di rigore. Poco dopo entra anche Bogliacino per un buon
Blasi, ma gli azzurri danno pochi segni di vita. Solo Hamsyk si carica di
responsabilità e porta avanti l’offensiva partenopea, è suo il palo di testa
che al 17′ gli nega la gioia del gaol, è sua l’incursione in area che esalta
Fortin che di istinto si supera, Lavezzi prova a farsi vedere ma gli spazi
sono chiusi dalla cinghia rossoblu, Zalayeta è puntualmente ostacolato da
Ferri, Gàrgano lì in mezzo delude fin troppo; il caldo è più forte del
cuore, il Cagliari ostenta sicurezza e manovra bene a centrocampo e prova a
finalizzare dalla distanza, prima con Biondini che impegna Iezzo poi con
Conti che su punizione sfiora il palo, al 48′ Fortin vince l’ennesima sfida
con Hamsyk che da due passi spara a botta sicura ma l’estremo difensore
ospite è ancora miracoloso, il risultato non cambia più; è soltanto il
prologo del campionato probabilmente più entusiasmante del mondo, il secondo
atto è di scena ad Udine allo stadio Friuli dove gli azzurri vorranno
riscattarsi dal primo passo falso della stagione.
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

