Quello di Udine non è stato soltanto un lampo di luce dopo l’oscurità di Cagliari, perché contro la Sampdoria al San Paolo gli azzurri si sono riconfermati, sorprendendo, dominando ed annichilendo la formazione blucerchiata, che, sebbene le numerose assenze, vedi Cassano,Volpi e all’ultimo anche Bellucci, resta comunque una delle squadre più gettonate di questo campionato, appena dopo le “grandi”. Ma una Samp al completo, chissà quanto di più avrebbe potuto fare contro un Napoli così. Bravo, bravissimo Reya a dare tranquillità alla squadra dopo lo scivolone interno alla prima, eccezionali i ragazzi in campo; una difesa praticamente insuperabile che oltre ai due colossi Cannavaro e Domizzi può contare sulla rinascita di Andrea Cupi, un centrocampo solido e compatto nonché validissimo tecnicamente, ed un attacco “loco” (pazzo) come Lavezzi e di razza con il bomber Zalayeta, e con l’altro, Calaiò, che scalpita in panchina, ma che appena entrato ha subito creato scompigli; poi aggiungi un pubblico da brividi ed allora chissà dove potrà arrivare questo Napoli!?. Se il Napoli sia quello contro il Cagliari o quello di Udine è ancora presto per dirlo, per adesso è più sincero pensare che il pallone è rotondo ed il calcio il gioco più anomalo; ecco perché tanti stravolgimenti. E’dato di fatto invece, che la rosa a disposizione di Edy Reya, è competitiva e piena di personalità e tutto ciò si evince quando vedi un ventenne come Hamsyk fare magie, ma sopratutto quando noti Bogliacino e Calaiò, i due grandi esclusi di inizio stagione, entrati nel finale, che per poco non combinavano il 3 a 0 con assist al bacio dell’urugagio e sinistro secco del palermitano respinto alla grande da Castellazzi. Proprio dal portiere doriano, in collaborazione con Bastrini era partito il pomeriggio d’oro del Napoli, con i due che si scontravano dopo un cross innocuo di Domizzi, a Zalayeta non sembrava vero di depositare il pallone in fondo alla rete con tanta facilità. Fino ad allora, 43’p.t., nulla,invece, era stato facile, dopo l’acuto di Caracciolo che al primo mandava di poco alto a giro, gli azzurri avevano già il pallino del gioco in mano, ma la Samp sembrava sempre lì, minacciosa e pronta alle ripartenze veloci, come quella di Delvecchio al 29’ su cui uno straordinario Gàrgano incideva evitando il gol, dieci minuti prima il gol il Napoli l’aveva sfiorato ben più limpidamente ma la testata di Zalayeta su punizione di Hamsyk colpiva in pieno la traversa, poi Montella ci provava da fuori con Iezzo attento, nel finale il vantaggio azzurro. Pronti via, nella ripresa, ti aspetti l’arrembaggio doriano, ed invece no; è solo e sempre Napoli. La squadra di Mazzarri si spegne lentamente e va sempre più in tilt di fronte alla foga azzurra; al 14’ Zalayeta impegna Castellazzi che devia in angolo, un minuto dopo il portiere blucerchiato deve ancora volare su un calcio d’angolo a rientrare di Hamsyk. Poi Mazzarri toglie uno spento Montella per Bellucci che sembra dare nuova linfa agli ospiti , ma dura per poco, perché il Napoli raddoppia : il lancio dalle retrovie di Domizzi trova la sponda di Lavezzi di petto, il triangolo tra Hamsyk e Zalayeta spiana la strada al gol dello slovacco; il suo dribbling su Sala, il tocco a superare Castellazzi e la gioia consumata davanti ad un pubblico impazzito è tutto poema.
IL BIS SI RIPETE AL SAN PAOLO, GLI AZZURRI PIEGANO LA SAMP CON UN 2-0
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