Pronto riscatto del Giugliano, che dopo la batosta di Barletta si rifà a spese del Lavello sconfitto nello stadio amico del De Cristofaro, che ospitava per l’occasione solo poche centinaia di spettatori giuglianesi. Tornando alla vittoria dopo quindici giorni passati tra il dolce e l’amaro, per i tre punti raccolti a spese del Sapri prima, ma lasciati in terra pugliese dopo, ci si aspettava un moto di orgoglio della banda De Simone, che umiliata con un perentorio sei a zero in terra pugliese nell’ultima di campionato, aveva l’obbligo di reagire subito per non entrare in crisi. E aiutato dal calendario che gli ha messo di fronte il modesto Lavello, fanalino di coda insieme al Matera, il Giugliano si è rifatto ampiamente vincendo la gara addirittura nel primo tempo, dove ha segnato le due reti partita con D’Avanzo prima e Scarpato dopo. E a proposito di quest’ultimo bisogna dire che è stato proprio lui il vero mattatore della gara: le sue accelerazioni, i suoi passaggi illuminanti, le sue battute a rete hanno acceso i gialloblu che si sono sentiti letteralmente trascinati dal gioiellino ex Avellino, classe 1985. Come nell’occasione del primo goal, propiziato dal numero dieci gialloblu che ha tentato con il destro la via della rete, centrata poi da D’Avanzo sulla ribattuta del portiere ospite Potenza, che non ha trattenuto il tiro del fantasista. O come nei minuti di recupero del primo tempo, quando è riuscito a segnare lui stesso su lancio di Boemio e con tanto di dribbling al portiere, che ha tentato invano di fermarlo uscendo alla disperata. Al goal del due a zero lo stadio era tutto per lui: Scarpato, l’eroe di giornata e l’erede naturale dei Vives, dei Ciotola e dei Cutolo, tutti numeri dieci lanciati recentemente dalla gloriosa maglia gialloblu, che denota così una favorevole tradizione sulla scoperta di ragazzi di talento. Ma se Scarpato ha fatto il fenomeno, bisogna comunque dire che tutta la squadra si è resa autore di una buona prova; spronata dall’allenatore, che ha fatto di tutto per tenere alta la concentrazione e l’umore della truppa, è riuscita come detto ad archiviare la pratica in quarantotto minuti, tutti del primo tempo, dimostrando ancora una volta che seppur non del tutto completa, la rosa giuglianese ha comunque delle buone individualità. Oltre quella Scarpato pure quella di Albadoro, classe 1989, partito a sorpresa dalla panchina contro il Lavello nonostante le buone prestazioni offerte in precedenza. Probabilmente non era al meglio, cosicché De Simone ha preferito riservargli solo un tempo, quello della ripresa. Albadoro e Scarpato sono le speranze del Giugliano, sono tra i pochi che possono dare quel tocco di classe in più di cui la squadra ha bisogno, ma quando entrambi non sono in giornata di vena, allora sono dolori per i giovani tigrotti, che dimostrano così di essere legati da doppio filo con questa coppia di attaccanti. Ecco perché, appena possibile, la neonata società gialloblu deve correre ai ripari, inserendo in squadra altri elementi di esperienza, per far rifiatare i giovani e per non sovraccaricarli di responsabilità, salvaguardandoli da pericolose cadute.
IL GIUGLIANO RITROVA CORAGGIO E VINCE, VANNO A RETE D’AVANZO E SCARPATO
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