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Allegri raccoglie l’eredità di Gigi Simoni, i 10 ex calciatori azzurri diventati allenatori del Napoli

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La storia del Napoli è fatta di grandi campioni, allenatori vincenti e figure rimaste per sempre nel cuore del popolo partenopeo. Ma c’è una categoria speciale che più di tutte rappresenta il senso di appartenenza alla maglia azzurra: quella degli uomini che prima hanno giocato nel Napoli e poi sono tornati da allenatori. Con l’arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina azzurra, si riapre una tradizione storica fatta di ex calciatori diventati guide tecniche del club. Prima di lui, infatti, tanti protagonisti del passato hanno vissuto il doppio ruolo di giocatore e allenatore del Napoli, lasciando un segno più o meno profondo nella storia della società.

Tutti i calciatori che hanno giocato e poi allenato nel Napoli

Anche Allegri, infatti, ha vestito la maglia azzurra. Il tecnico livornese giocò nel Napoli nella stagione 1997-1998, collezionando 7 presenze senza segnare reti. Arrivò nel mercato di gennaio in un’annata molto complicata per il club, conclusa con la retrocessione in Serie B. Una parentesi breve, ma che oggi assume un significato particolare con il suo ritorno al Maradona da allenatore.

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Tra i primi esempi storici c’è Attila Sallustro, autentica leggenda degli anni Trenta. Idolo assoluto dei tifosi, simbolo romantico del calcio napoletano, Sallustro tornò anche in panchina nel 1961 per una breve esperienza da tecnico dopo essere stato una delle bandiere più amate del club.

Ancora più indietro nel tempo troviamo Raffaele Sansone e Antonio Vojak, protagonisti dell’epoca pionieristica del Napoli. Entrambi furono prima calciatori di grande valore e successivamente allenatori, contribuendo alla crescita del club in anni difficili ma fondamentali per costruire l’identità azzurra.

Negli anni Cinquanta e Sessanta emerse invece la figura di Amedeo Amadei, storico attaccante del calcio italiano che guidò anche il Napoli dalla panchina. Amadei resta uno degli allenatori più presenti nella storia del club.

Impossibile poi non ricordare Bruno Pesaola, il celebre “Petisso”, forse la figura che più rappresenta il legame sentimentale tra Napoli e i suoi allenatori. Prima ala talentuosa in campo e poi tecnico amatissimo, Pesaola è ancora oggi l’allenatore con più panchine nella storia azzurra.
Nella lista entra di diritto anche Luís Vinício, protagonista sia da calciatore che da allenatore. Da tecnico rivoluzionò il gioco del Napoli negli anni Settanta con un calcio offensivo e moderno che anticipò i tempi e conquistò tifosi e addetti ai lavori.

Altro nome importante è quello di Ottavio Bianchi. Da centrocampista vestì la maglia azzurra negli anni Sessanta, ma è soprattutto da allenatore che entrò nella leggenda: fu lui a guidare il Napoli di Maradona al primo storico Scudetto nel 1987, oltre alla conquista della Coppa UEFA nel 1989.

Negli anni successivi il doppio ruolo di ex giocatore e allenatore fu ricoperto anche da Andrea Agostinelli, centrocampista azzurro negli anni Ottanta, e da Gigi Simoni, uomo di calcio raffinato che aveva vestito la maglia del Napoli da calciatore prima di sedersi in panchina.

C’è poi Vincenzo Montefusco, forse uno dei simboli più autentici della napoletanità calcistica. Cresciuto nel vivaio azzurro, capitano e uomo bandiera, Montefusco ha allenato il Napoli in diversi momenti difficili della storia del club, incarnando sempre spirito di appartenenza e attaccamento ai colori.

Da Sallustro ad Allegri, passando per Pesaola, Vinício e Montefusco: il Napoli continua così una tradizione speciale, fatta di uomini che hanno conosciuto il peso e il fascino della maglia azzurra prima in campo e poi in panchina.

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