Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è indagato dalla Procura di Milano con l’accusa di concorso in frode sportiva. L’ex arbitro internazionale, attuale responsabile della CAN, avrebbe secondo gli investigatori interferito in modo illecito sulle decisioni della sala Var di Lissone e favorito la designazione di arbitri ritenuti “graditi” all’Inter.
Dopo la notifica dell’indagine, Rocchi ha dichiarato di essere “sorpreso ma sereno”, annunciando però poco dopo, in accordo con l’Associazione Italiana Arbitri, l’autosospensione immediata dal proprio incarico.
L’indagine della Procura di Milano
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione, si concentra sulla stagione calcistica 2024-2025 e prende avvio dalle dichiarazioni dell’assistente arbitrale Domenico Rocca, ascoltato come persona informata sui fatti.
Secondo l’accusa, il designatore avrebbe esercitato pressioni sugli addetti alla sala Var, arrivando anche – come riportato in un esposto – a “bussare” sul vetro della stanza per influenzare le decisioni arbitrali.
La giustizia sportiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio aveva inizialmente archiviato il caso, sostenendo che non fossero emerse violazioni disciplinari. Tuttavia, la vicenda è poi approdata alla giustizia ordinaria.
I capi d’accusa
Sono tre gli episodi contestati a Rocchi:
- La presunta designazione “pilotata” dell’arbitro Andrea Colombo per la gara Bologna-Inter del 20 aprile 2025
- La gestione delle designazioni per le gare di Coppa Italia, con l’obiettivo – secondo l’accusa – di evitare arbitri “non graditi” all’Inter
- Un presunto intervento durante Udinese-Parma 2025, in cui sarebbe stato condizionato il Var per assegnare un calcio di rigore
In questo contesto, anche il supervisore Var Andrea Gervasoni risulta indagato per concorso in frode sportiva.
Le difese
Il legale di Rocchi, Antonio D’Avirro, ha definito le accuse “generiche”, sottolineando come non sia chiaro il quadro complessivo delle responsabilità. Secondo la difesa, inoltre, la presunta frode riguarderebbe una partita il cui risultato non sarebbe stato alterato.
Rocchi sarà ascoltato nei prossimi giorni dal pm, mentre la strategia difensiva è ancora in fase di valutazione.
Il precedente Calciopoli
L’ipotesi di reato contestata richiama quella alla base dello scandalo di Calciopoli, che nel 2006 portò alla retrocessione della Juventus e a pesanti sanzioni nel mondo del calcio italiano.
La posizione dell’Inter
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, che ha respinto ogni coinvolgimento del club: “Abbiamo appreso tutto dalla stampa, siamo certi di aver agito nella massima correttezza. Non esistono arbitri graditi o sgraditi all’Inter”.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità e verificare se vi siano stati condizionamenti reali nelle decisioni arbitrali.


