Appena una settimana fa, aveva fatto scalpore il video di alcuni ragazzi che giocavano a basket su un campetto di Marano, senza i canestri. Ragazzi che, non potendo beneficiare delle retine, si limitavano a mirare il tabellone, con i punti assegnati dopo aver colpito il backboard.
Il video, come anticipato, divenne subito virale sul web e indignò diversi utenti: quel campo era parso ai loro occhi come un ulteriore segno dell’abbandono cui è soggetto il territorio maranese, col Comune sciolto ormai otto mesi fa per infiltrazioni camorristiche.
Campo da basket senza canestri a Marano, Linton Johnson: “Li avevo acquistati ma ci hanno fermati”
Video che, a furia di girare, finirà per arrivare addirittura a Linton Johnson, l’ex leggenda NBA vincitore anche di un anello con i San Antonio Spurs, e che in Italia ha giocato con le canotte di Avellino e Caserta. Caserta di cui diventerà anche cittadino, avendo sposato l’ex cestista Delia Radicetti, originaria della frazione di Tuoro, la stessa che diede i natali al grande Nando Gentile.
Ed è così che ieri, dopo essersi messo in macchina ed aver compiuto una tappa in un centro commerciale della zona, specializzato nella vendita di attrezzature sportive, Linton si è presentato a Marano con quattro canestri nuovi di zecca. Arrivando quindi sul “famoso” campetto.
Lì ha trovato però una sorpresa: squadre di operai che stavano inaugurando i lavori per rimettere in sesto il playground, dopo quelle immagini che hanno fatto il giro dell’Italia.
«Sono andato lì, personalmente, ma siamo stati fermati perché a breve sarebbero partiti i lavori di riqualificazione del playground e tutti i canestri saranno sostituiti», ha reso noto l’ex campione. Gli interventi che sono stati inaugurati erano stati annunciati dal Comune avranno la durata di 90 giorni «e consegneranno – speriamo per sempre – un luogo pulito e sicuro per permettere ai ragazzi di divertirsi», ha aggiunto.
«Va bene così. Sono felice se qualcosa di buono potrà essere costruito anche qui. Seguirò i lavori e sarò lì – fra 90 giorni – per regalare ai miei ragazzi una giornata di basket insieme», ha concluso Linton Johnson. Non prima di emettere nuovamente il suo grido di battaglia: «Get in the game. Sempre» e aggiungere un’ultima postilla: «Nel frattempo, però, la mia missione non si ferma. Segnalatemi altri campetti in cui dovrei venire».


