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giovedì, Maggio 26, 2022
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Blitz contro i clan di Arzano, restano in carcere i Cristiano e Mormile


Carcere confermato. Questa la decisione del tribunale del Riesame di Napoli (X sezione) per Pasquale e Pietro Cristiano e per Vincenzo Mormile, indicati come a capo del gruppo che da Arzano ha iniziato poi ad espandersi nei centri vicini entrando in rotta di collisione con i Monfregolo. I tre erano stati arrestati nel corso del maxi blitz di due settimane fa dei carabinieri quando furono di fatto decapitati i due gruppi che da mesi si stavano facendo la guerra (leggi qui l’articolo). In tutto 27 persone indagate che rispondono dei reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio, detenzione illegale di armi, estorsione, ricettazione e trasferimento fraudolento di valori. A capo di uno dei due gruppi proprio Pasquale Cristiano, che ha preso le redini del potere con l’incarcerazione del padre Pietro, spalleggiato dal cognato Vincenzo Mormile che da Frattaminore aveva ingaggiato una guerra per procura contro il ras Pasquale Landolfo, alleato dei Monfregolo. Il Riesame ha confermato il carcere evidenziando l’elevato grado di pericolosità sociale dei tre esponenti del gruppo, nato come ‘costola’ degli scissionisti.

Guerra tra Arzano e Fratta, la cacciata dei Cristiano e il patto tra Monfregolo e Landolfo

Una guerra per procura. Così potrebbe essere definito lo scontro che da mesi sta caratterizzando l’hinterland di Napoli e in particolare i comuni di Arzano, Frattamaggiore e Frattaminore. Una guerra ‘esportata’ poi trasformatasi un vero e proprio scontro senza esclusione di colpi. C’è una data precisa da cui partire: il 4 gennaio di quest’anno. E’ quello il giorno in cui Giuseppe Monfregolo termina la sua detenzione assumendo la decisione di rompere l’alleanza con i Cristiano-Mormile, obbligandoli ad allontanarsi da Arzano. Episodio eclatante di tale frattura si era verificato qualche mese prima, a novembre 2021, quando furono esplosi da ignoti numerosi colpi di arma da fuoco nei confronti di alcuni frequentatori del Roxy Bar di Arzano, episodio a seguito del quale si verificava la morte di Salvatore Petrillo, nipote prediletto di Pasquale Cristiano. Quella morte ha rappresentato l’origine di una vera e propria faida arrivata fino a Frattamaggiore e Frattaminore. Monfregolo decise di rompere la storica alleanza scontento della gestione delle casse del clan operata dagli alleati. La sua decisione di cacciarli dalla 167 di Arzano esporterà la guerra nei comuni limitrofi.

Lo scontro tra i Cristiano-Mormile e i Monfregolo ‘esportato’ nei paesi vicini

La ricostruzione di questi ultimi mesi è contenuta nel decreto di fermo che, qualche settimana fa, è stato eseguito dai carabinieri della compagnia di Giugliano (guidati dal capitano Andrea Coratza) a carico di sette persone indicate come facenti parte del gruppo criminale operante a Frattaminore. Vincenzo Mormile, cognato di Pasquale Cristiano, è appunto residente a Frattaminore e qui gli episodi di violenza sono iniziati proprio a partire da gennaio 2022 grazie all’operatività di Pasquale Landolfo, storico referente del boss Francesco Pezzella ‘pan e ran’ per Frattaminore nonchè alleato dello stesso Monfregolo. Secondo le ultime informative Landolfo, in seguito proprio alla rottura dei rapporti tra Monfregolo e i suoi ex alleati, avrebbe intrapreso una serie di ritorsioni nei riguardi proprio di Mormile e di soggetti a lui legati, i quali, a loro volta, avrebbero reagito con altre risposte violente verso il gruppo di Landolfo. Quest’ultimo sarebbe stato protagonista di una sfilata armata per le strade di Frattaminore  lo scorso 18 gennaio: in quella occasione Pasquale ‘o zannut (come viene chiamato), a capo di un gruppo di centauri (tutti con volto coperto da caschi integrali), e l’unico a volto scoperto, avrebbe voluto appunto lanciare un monito agli avversari dei Mormile rivendicando la sua forza intimidatrice sul territorio. Episodio seguito da una sparatoria contro l’abitazione di Vincenzo Mormile lo scorso 2 marzo: in quell’occasione le forze dell’ordine repertarono ben quattro bossoli.

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