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domenica, Febbraio 25, 2024
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Voleva uccidere il fratello a Napoli, condanne al ribasso per gli Attanasio

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Erano entrambi accusati di tentato omicidio i fratelli Andrea e Giuseppe Attanasio. Protagonisti di una vicenda avvenuta nel luglio dello scorso anno quando Andrea Attanasio fu ferito a Barra in via della Villa Romana. Dietro quell’agguato, secondo la Procura, vi sarebbe stata la mano del fratello. Fatti che portarono, qualche mese dopo, all’emissione di un’ordinanza contro i due germani, Marco Cozzolino Luigi Di Perna. Cozzolino e Andrea Attanasio avrebbero fatto parte dello stesso gruppo criminale entrato in contrasto con la paranza capeggiata invece da Giuseppe Attanasio. Si trattò scontro a fuoco avvenuto nella periferia di Napoli tra Giuseppe, in concorso con soggetti non identificati, ed il fratello Andrea che si trovava a bordo dello scooter di Marco Cozzolino. L’episodio avvenne in via della Villa Romana a Barra. Per quei fatti è arrivata la sentenza di primo grado nel giudizio svoltosi con il rito abbreviato. Non sono mancate le sorprese anzi, grosse sorprese. Il pubblico ministero aveva chiesto per Giuseppe Attanasio 18 anni, per Andrea 15, 10 anni per Cozzolino e 6 per Di Perna. E invece per Giuseppe Attanasio (abilmente difeso dall’avvocato Leopoldo Perone) è arrivata l’assoluzione relativamente all’accusa di tentato omicidio con la sola condanna a sette anni per porto d’armi. Pene al ribasso anche per Andrea Attanasio ( difeso da Salvatore Impradice) e Di Perna che hanno rimediato 3 anni e otto mesi mentre Cozzolino è stato condannato a tre anni. Condanne decisamente soft rispetto alle richieste iniziali.

Condanne al ribasso per gli Attanasio

Giuseppe Attanasio rispondeva inoltre di una vicenda estorsiva insieme a Gennaro Matteo, ucciso qualche settimana dopo a Ponticelli in un agguato di chiaro stampo camorristic o(leggi qui l’articolo). Secondo la ricostruzione contenuta nelle pagine dell’ordinanza firmata dal gip Vinciguerra Matteo avrebbe partecipato ad un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore di San Sebastiano al Vesuvio effettuato da Giuseppe Attanasio che avrebbe intimato all’uomo di consegnare 50mila euro (somma poi abbassata a 25mila euro) proferendo queste parole:”So dove abiti, conosco tutta la tua famiglia, questa cosa non finisce qui”. I due Attanasio, nipoti del boss Ciro Formicola, furono assolti a una condanna all’ergastolo inflitta ad entrambi per l’omicidio del boss Agostino Ascione. I due furono tirati in ballo dal pentito Giovanni Gallo, che aveva riferito agli investigatori di aver aver da ‘specchiettista’ per quell’omicidio. I difensori dei due germani riuscirono però a convincere la Corte della mancanza di credibilità del pentito. Gallo aveva raccontato agli investigatori che Andrea Attanasio sparò ad Ascione su indicazione del fratello Giuseppe per contrasti legati tra gruppi rivali nella periferia orientale di Napoli.

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