Auto incendiate alla rivale d’amore, scarcerata la sorella del boss: testimoni inattendibili

Torna in libertà Maria Canfora, sorella del boss Nicola “‘a fuoco”, finita in carcere con l’accusa di aver incendiato l’auto della rivale in amore e di averla minacciata. Secondo quanto stabilito dal Tribunale del Riesame, i testimoni non sono risultati attendibili. La sorella dell’ex killer del clan Imparato, in carcere con una condanna all’ergastolo per l’omicidio di Michele Cavaliere, era finita in carcere lo scorso 16 luglio.

Secondo l’accusa, la donna in due occasioni aveva dato alle fiamme le auto della nuova fidanzata del suo ex, ed accecata dalla gelosia voleva che lo lasciasse. E infatti la donna messa nel mirino dopo due raid ha deciso di trasferirsi al Nord Italia. L’indagine, diretta dalla Procura di Torre Annunziata e condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia stabiese, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza sulle responsabilità dell’indagata (già nota per associazione di tipo mafioso, armi e stupefacenti) negli incendi appiccati dolosamente a due autovetture proprietà della rivale in amore tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 a Pimonte.

“Si deve fermare, si deve fermare questa. Quella deve avere paura e deve dire ‘ma che e’ ogni macchina che mi comprano le danno fuoco?’. Io voglio ritornare a Pimonte per
vedere la sua faccia”, diceva invece la sorella del boss al telefono intercettata nel corso di una inchiesta disposta dalla procura di Torre Annunziata e dalla Dda di Napoli.