Beni confiscati e lotta alla camorra, convegno tra esperti a Marano

<Il contrasto alle mafie passa necessariamente attraverso l’aggressione patrimoniale. Per fare questo però, bisogna accelerare le procedure di affidamento e di assegnazione dei beni. Altrimenti ci troviamo con un bene inutilizzabile spogliato da infissi proprio perché lo deve prendere lo Stato. Quindi per evitare questo degradare, bisogna intervenire in maniera celere. Perché il nemico più importante in questo momento è il tempo>. L’ha detto il magistrato della DDA di Napoli Catello Maresca intervenuto ieri a Marano di Napoli nell’aula consiliare del Comune. Il magistrato antimafia ha poi detto l’importanza delle cooperative sociali che restano sempre l’obiettivo primario in alternativo alla vendita. Il Presidente parlamentare della Commissione Antimafia Nicola Morra, ha invece sostenuto l’importanza dell’Agenzia Nazionale dei Beni confiscati <che è il fulcro di un sistema articolato sui territori in cui molto spesso uomini dello Stato remano contro. Si può remare contro anche semplicemente attraverso l’inerzia e l’indifferenza>. Il Presidente Morra ha poi concluso che farebbe a meno di convegni e giornate di riflessioni e più inaugurazioni di palestre e scuole, privando così la mafia di beni guadagnati con illecito profitto>. Di aggressioni ai beni confiscati ne ha parlato in modo saggio il Prefetto Bruno Frattasi, da pochi mesi alla guida della più importante Agenzia nazionale che amministra e gestisce i beni confiscati. Il prefetto Frattasi che vanta una lunga esperienza nella legislazione antimafia per aver ricoperto per circa 5 anni l’incarico come capo ufficio legislativo del ministero dell’Interno e per aver presieduto il comitato alta sorveglianza grandi opere dal 2003 al 2010, ha detto che: <per radicare e sottrarre i beni confiscati alle organizzazioni criminali e mafiose la normativa antimafia c’è ed è la più efficace rispetto ad altri paesi>. Il prefetto Frattasi, che è stato quello che ha scritto il regolamento di esecuzione della banca dati unica nazionale antimafia, ha poi rimarcato l’importanza della banca dati unica nazionale e la validità degli strumenti amministrativi normativi che <se messi in esercizio, eviterebbero i buchi nel sistema>. Il prefetto ha poi ricordato che <qualunque Agenzia, anche se efficace e valida, per funzionare al meglio, ha bisogno dell’aiuto di tutti gli apparati. Perché per intervenire chirurgicamente sulla mafia, c’è bisogno di strategie, energie e forze di una rete di soggetti, di attori che operano ai fini della destinazione dei beni confiscati. Una rete che sappia tessere quella tela necessaria per arrivare a quel risultato di una destinazione del bene il più possibile in tempo utile>. Per il Capo Centro della Dia di Napoli Vasaturo, <bisogna intervenire anche sui colletti bianchi>. Per Andrea Caso <convegni antimafia come questi vanno ripetuti>. Salvatore Carli dell’Ass.Caponnetto e Vincenzo Viglione della commissione anticamorra Regionale hanno invece sostenuto che la mafia è arrivata molto, molto in alto. E che le leggi per fermarla in Italia ci sono, vanno solo applicate>. Al convegno erano presenti, tra gli altri, il prefetto di Napoli Carmela Pagano, il Procuratore generale Lugi Riello, il Presidente del Tribunale Napoli Nord Elisabetta Garzo, il questore di Napoli Antonio De Iesu, il sindaco di Marano Rodolfo Visconti, il Comandante Interregionale Gen. C.d.A. Vittorio Tomasone, il Comandante della Legione Generale Maurizio Stefanizzi e il Comandate Provinciale di Napoli Col. Ubaldo Del Monaco e tante altre autorevoli autorità militari e civili.