Boss libero, alla Masseria Cardone fuochi d’artificio per Patrizio Bosti

Fuochi d’artificio questa sera alla Masseria Cardone per Patrizio Bosti, boss storico dell’Alleanza di Secondigliano, scarcerato con tre anni d’anticipo. I fuochi pirotecnici non sono stato esplosi nè al Vasto nè al Rione Amicizia, roccaforti da sempre dei Contini (cui Bosti appartiene), forse per non dare troppo nell’occhio tuttavia non sono passati inosservati i festeggiamenti in un’altra parte della cittá, la Masseria Cardone a Secondigliano, altra zona da sempre appannaggio dell’Alleanza che porta il nome del quartiere dell’area nord e formata proprio dai Contini, dai Licciardi e dai Mallardo di Giugliano.

Dovrá adesso scontare quasi nove anni in libertà vigilata. Il suo legale ha fatto leva sulla legge Gozzini. In particolare sulla possibilitá di ottenere benefici per i detenuti che hanno subito un trattamento in carcere non in linea con l’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. I legali di Patrizio Bosti hanno fatto valere la buona condotta ottenendo cosi la misura per la quale vengono scorporati tre mesi per ogni anno di cella poi hanno spinto sulla questione del trattamento inumano facendo valere le proprie ragioni al Tribunale di Sorveglianza di Bologna.

“Patrizio Bosti, Eduardo Contini, Francesco Mallardo, Maria Licciardi: i 4 capi dell’Alleanza di Secondigliano”. Comandavano anche dal carcere

“Patrizio Bosti, Eduardo Contini, Francesco Mallardo, Maria Licciardi: i 4 capi dell’Alleanza di Secondigliano”. Comandavano anche dal carcere.  Fondata da tre boss storici alla fine degli anni ’80, l’Alleanza è ancora penetrante all’ombra del Vesuvio. Il ruolo preminente è ricoperto dai Contini, e ai vertici della federazione figurano le spose dei boss Edoardo Contini, Patrizio Bosti e Francesco Mallardo, le tre sorelle Aieta (Maria, Rita e Anna) e, ovviamente Maria Licciardi. Tutte avevano un ruolo di comando. Donne che tenevano i contatti con i capi al 41bis e impartivano ordini agli affiliati sulla gestione di welfare e affari. Affari di ampio spettro che non si «limitavano» al traffico e allo spaccio di cocaina e marijuana proveniente dal Sud America, via Olanda, grazie ai rapporti privilegiati e «cifrati» con la ‘ndrangheta, in particolare con i Commisso di Siderno.