L’Istituto Superiore di Sanità potrebbe proporre di ‘allargare’ la zona arancione ad altre quattro regioni, tra esse figura la Campania. E’ quanto si apprende da un’indiscrezione apparsa su Repubblica. I dati che hanno portato alla decisione, molto discussa, di annoverare la Campania tra le regioni a basso rischio, infatti, risalirebbero allo scorso 25 ottobre. I nuovi dati non c’erano ancora e se c’erano, erano ancora troppo parziali per chiarire la situazione del rischio di contagio. Dal 25 ottobre, l’evoluzione del contagio nella regione è cambiato. Nella sola giornata di ieri si è sfondato il muro dei 4mila contagi e le strutture ospedaliere iniziano ad accusare il colpo della diffusione record del covid.

L’attesa dovrebbe finire domani, quando gli esperti dell’Istituto superiore di sanità produrranno un nuovo report sul monitoraggio settimanale, stavolta con dati più completi. Candidate a diventare zona rossa sono la Liguria e il Piemonte. L’indice Rt delle due regioni si attesta tra l’1,25 e l’1,50, e in base ai 21 indicatori considerati per il monitoraggio, avrebbero dovuto essere in zona arancione. Il peggioramento dello status è in corso di valutazione da parte dell’Iss, che potrebbe considerare più alto il livello di rischio anche per Toscana e Campania, dove già ieri il governatore Vincenzo De Luca ha deciso di mantenere chiuse le scuole.

Zona gialla o zona arancione: le parole di De Magistris

“Gli ospedali a Napoli, ed in Campania, sono al collasso. Ambulanze utilizzate come letti di reparto, macchine in fila fuori gli ospedali per attendere cure che non arrivano, persone che rischiano di morire perché non ricevono adeguata ed immediata assistenza, positivi sintomatici spesso abbandonati presso le proprie abitazioni”.
Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Siccome la situazione è drammatica presso le strutture sanitarie, delle due l’una: o la Regione Campania non fornisce dati reali ed attuali al Ministero della salute, oppure la sanità in Campania è andata in tilt nonostante siamo al livello giallo, il più basso di rischio tra le Regioni in Italia. Siamo sconcertati e preoccupati. Abbiamo il diritto di capire e di ricevere dal Governo informazioni precise”.

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