Assoluzione con formula piena per Vincenzo De Rosa, classe 2004 di Casoria, e Davide Savarese, classe 1994 di Arzano, imputati in un procedimento penale relativo a gravi fatti contestati dalla Procura in merito a un episodio avvenuto tra il 19 e il 20 marzo 2026 nel territorio di Giugliano. I due erano accusati, in concorso tra loro e con un terzo soggetto non ancora identificato, di diversi reati ritenuti particolarmente gravi dagli inquirenti.
Secondo l’impostazione accusatoria, durante un intervento dei carabinieri della Compagnia di Giugliano – nucleo radiomobile, attivati a seguito di una segnalazione della centrale operativa – gli imputati avrebbero tentato di investire i militari intervenuti sul posto.Per tali fatti venivano contestati i reati di resistenza a pubblico ufficiale, violenza a pubblico ufficiale e tentato omicidio aggravato in concorso. La Procura riteneva infatti che la condotta contestata fosse diretta a cagionare la morte dei carabinieri, evento che – secondo gli atti – non si sarebbe verificato soltanto grazie alla pronta reazione dei militari.
Agli imputati veniva inoltre contestato il reato di ricettazione in relazione a un veicolo che sarebbe stato oggetto di smontaggio e risultato provento di furto.Un ulteriore capo d’imputazione riguardava la presunta ricettazione di una Toyota RAV4 rubata poche ore prima. Secondo l’accusa, l’auto sarebbe stata acquistata o comunque ricevuta dai due imputati tra il 19 e il 20 marzo 2026, in luogo rimasto ignoto.
Nel corso del giudizio abbreviato, il GIP del Tribunale di Napoli Nord ha però accolto integralmente le tesi difensive, pronunciando sentenza di assoluzione con formula piena per entrambi gli imputati.La Procura aveva richiesto per De Rosa e Savarese una condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione ciascuno. La difesa di Davide Savarese è stata affidata all’avvocato Carlo Ercolino, mentre Vincenzo De Rosa è stato assistito dall’avvocato Pasquale Parisi.


