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martedì, Dicembre 7, 2021
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Lite condominiale finisce nel sangue a Casoria, 4 fratelli arrestati per tentato omicidio


Lite condominiale finisce nel sangue a Casoria, 4 fratelli arrestati per tentato omicidio. Oggi i carabinieri della locale Compagnia carabinieri, coadiuvati dai militari della Stazione Carabinieri di Arpino, eseguono un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli Nord in Aversa, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di quattro persone di 27, 29, 21 e 22 anni.

Tutte ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni personali aggravate, violazione di domicilio e danneggiamento. La vicenda iniziò il 7 novembre quando giunse la segnalazione di una violenta lite condominiale tra gli inquilini dimoranti in un edificio di edilizia popolare in via Giovanni Pascoli in Arpino di Casoria.

LA RICOSTRUZIONE E LE ACCUSE AI FRATELLI

Secondo quanto raccolto nel corso dell’attività investigativa effettuata dai militari dell’Arma sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Napoli Nord in Aversa gli indagati -quattro fratelli – si sarebbero resi protagonisti, per futili motivi, del tentato omicidio ai danni di una 61enne. A seguito dell’evento, oltre alla donna, riportarono ferite lievi anche il marito e la figlia, entrambi con prognosi di 5 giorni per trauma cranico.

La vittima venne ricoverata presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli, inizialmente in codice rosso, poiché selvaggiamente aggredita nella lite condominiale dai quattro armati di pietre e bottiglie di vetro.

OCCUPAVANO UNA CASA DEL COMUNE DI CASORIA

I quattro indagati ritenuti gravemente indiziati, anche, dei reati di violazione di domicilio e danneggiamento visto. Infatti si sono introdotti nell’abitazione della vittima contro la sua volontà per portare alle massime conseguenze la loro azione delittuosa. Emerse, inoltre, che i quattro indagati, insieme ai loro genitori, avessero occupato abusivamente l’immobile di proprietà del Comune di Casoria dove risiedevano, realizzandovi opere abusive in passato ed altre in via di realizzazione.

l due genitori risponderanno del reato di violenza privata avendo imposto a vicini con minacce e violenza di accettare gli abusi edilizi in corso di costruzione. Nel medesimo provvedimento cautelare disposto anche il sequestro preventivo dell’abitazione in cui abita la famiglia gravemente indiziata della violenta aggressione, in virtù dell’occupazione abusiva. Così come della realizzazione di opere edilizie prive di autorizzazione. Per tali ragioni, i componenti della famiglia interessati dal provvedimento sono stati sgomberati dall’unità abitativa.

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