Chemio e radio anche di domenica, l’ospedale Pascale aperto 7 giorni su 7 per i malati di tumore

I macchinari della Radioterapia dell’Istituto Pascale di Napoli funzioneranno tutti i giorni, compresa la domenica. L’ospedale sarà dunque aperto 7 giorni su 7 non solo per i degenti, ma anche per il pubblico che deve effettuare cicli terapeutici. Gli eccellenti risultati raggiunti negli ultimi tre anni dal reparto di radioterapia dell’Istituto dei tumori di Napoli, con il conseguente abbattimento delle liste d’attesa, ha portato all’idea di un progetto finalizzato al miglioramento dell’accoglienza dei pazienti e della produttività clinico-scientifica. Dalla fine di gennaio le macchine della radioterapia implementeranno l’orario di lavoro anche la domenica mattina.

«Il Pascale, negli ultimi 5 anni, con il rinnovamento della tecnologia in uso, ha portato il numero dei pazienti trattati da 1257 nel 2015 a 2233 nel 2019, lavorando in h12 dal lunedì al venerdì, e dal 2018 anche il sabato mattina, con un adeguato organico, competente e professionalmente aggiornato rispetto alle nuove tecnologie», spiega Paolo Muto, direttore della Radioterapia dell’Irccs partenopeo. «Questa intensa attività – aggiunge – ha messo in condizioni di abbreviare la lista d’attesa a tempi più che ragionevoli, per i pazienti che necessitano di tali trattamenti». Risultati che è stato possibile raggiungere anche grazie al fatto che il reparto è dotato di tre acceleratori lineari, di un Cyberknife, di una Brachiterapia Hdr, di una Tac dedicata alla centratura e alla pianificazione dei trattamenti nonché di una Iort.

«Far funzionare le radioterapie in h12 – sottolinea il direttore generale del Pascale Attilio Bianchi – significa frenare la migrazione sanitaria, al fine di poter curare sempre meglio i pazienti nel proprio territorio. Ma per il Pascale si tratta solo del primo traguardo. L’apertura domenicale della Radioterapia è solo l’inizio di una serie di progetti pronti a prendere il via e che riguarderanno anche l’Ascalesi, dove verranno installate due nuove macchine di radioterapia», conclude