Coronavirus, arriva l’annuncio:«Tra un mese e mezzo il vaccino»

Tra poco più di 6 settimane un vaccino per debellare il Covid-19 potrebbe già essere testato sulle persone. Ricercatori di tutto il mondo e case farmaceutiche hanno iniziato una corsa contro il tempo per fermare l’epidemia: si lavora all’immunizzazione negli Stati Uniti come in Cina e in Arabia Saudita, ma anche in Europa e in Italia con il piano di Irbm in collaborazione con l’Università di Oxford. Sono però gli scienziati israeliani a rilanciare il loro progetto rivendicando di essere più avanti degli altri. Il Migal Galilee Research Institute aveva annunciato già i primi di marzo di essere sulla buona strada per arrivare a un vaccino e oggi i ricercatori di Kiryat Shmona – a pochi chilometri dal confine con il Libano in una zona spesso colpita da missili di Hezbollah – hanno fatto il punto sulla ricerca con la stampa internazionale tramite un briefing via Facebook e Zoom.

Il microbiologo capo del Migal, Chen Katz, si è appellato ai governi e alle autorità sanitarie: «Abbiamo bisogno di leader coraggiosi che ci consentano di iniziare la sperimentazione umana il più velocemente possibile, noi stiamo cercando di accelerare per arrivare a una cura, ma abbiamo bisogno di qualcuno che ci accompagni in questo processo». Un concetto espresso con forza anche da Ori Ben Herzel, vice presidente per lo Sviluppo commerciale del Centro di Ricerca Migal: «Normalmente per autorizzare un vaccino ci vogliono diversi anni, però noi siamo in tempo di crisi quindi dobbiamo avere nel piu’ breve tempo possibile standard minimi per certificare che il vaccino sia sicuro ed efficiente e iniziare i test. Possiamo farcela». Il laboratorio israeliano sta lavorando da 4 anni alla vaccinazione orale per i Coronavirus (dai comuni virus respiratori fino alla Sars) sui polli: «Abbiamo sviluppato una nuova tecnologia ottenendo degli ottimi risultati», ha ricordato il dottor Chen Katz. L’infezione delle galline ha una elevata somiglianza genetica con il Covid-19 umano: «Per i polli la cura funziona e pensiamo di non avere problemi ad adottare questa tecnologia nelle persone perché lo stesso recettore che utilizziamo nelle galline lo troviamo anche nei mammiferi, il meccanismo fisiologico è simile», ha spiegato. «Noi sappiamo quali proteine usare per attivare il sistema immunitario della mucosa orale e siamo gli unici ad aver fatto questo tipo di studi», perciò se arriverà il permesso di sperimentarlo «potremo dimostrare che il nostro vaccino è sicuro ed efficiente».

Il Centro Migal sta lavorando con un gruppo di studiosi in Israele anche per sviluppare tamponi rapidi attraverso saliva o sangue per individuare i soggetti positivi ma il principale obbiettivo è arrivare alla dose che consenta l’immunizzazione dalla pandemia: «Ci vuole uno sforzo globale come quello fatto per eradicare la poliomielite», ha sottolineato Katz.
Secondo gli scienziati della Galilea, il Covid-19 si sta sviluppando in climi differenti quindi il virus non sembra essere legato alla temperatura come quello influenzale, non si sa ancora se con l’estate il contagio rallenterà però sembrano escludere un nuovo picco ogni inverno anche perché al momento non si sono formati dei ceppi molto diversi dal Coronavirus originario e questo significa che per eliminarlo serve un solo tipo di vaccino.