Coronavirus. Test falsi per entrare in Italia dal Bangladesh: caccia a 600 positivi introvabili

Coronavirus, 600 positivi introvabili dal Bangladesh
Coronavirus, 600 positivi introvabili dal Bangladesh

C’è paura nel Lazio, e non solo, per la possibile esplosione di un nuovo focolaio di coronavirus. A preoccupare è il caso di circa 500-600 cittadini del Bangladesh atterrati in Italia nelle ultime ore. Secondo quanto calcolato da alcuni esperti in base ad un dato ricavato dal campione dei passeggeri del volo speciale arrivato da Dacca lunedì, il 13% dei viaggiatori è risultato positivo.

Secondo quanto si legge sulle pagine de Il Messaggero, molti passeggeri diretti verso l’Italia avrebbero viaggiato con test falsi. Tra i requisiti per il loro imbarco, infatti, vi era l’obbligo di essere negativi al tampone per il coronavirus. Secondo quanto ipotizzato, molti passeggeri avrebbero usufruito di false attestazioni “comprate” in Bangladesh per dirigersi verso l’Italia. Sarebbero almeno 600 le persone positive in giro tra la capitale e altre regioni italiane. Si tratterebbe di un’emergenza sanitaria che potrebbe avere conseguenze disastrose per il controllo del contagio in Italia. Una vera e propria “bomba” che ha costretto il ministro Roberto Speranza a disporre l’interruzione dei voli verso l’Italia dal Bangladesh.

A Dacca, secondo un’indagine – spiega il Messaggero – basterebbero tra i 3.500 e i 5.000 taka (36-52 europer acquistare un’attestazione sanitaria fasulla che permette a chiunque di imbarcarsi e lasciare il Paese. «Tutti possono comprare questo certificato, è molto facile, c’è grande corruzione», ha spiegato al quotidiano romano Mohammed Taifur Rahman Shah, presidente dell’Associazione Italbangla.

Coronavirus: test a tappeto

Un inizio stentato dei tamponi alla comunità del Bangladesh a Roma che però, con il passare dei giorni, si è trasformato: da una manciata di persone a vere e proprie code all’ingresso dei centri dell’Asl Roma 2. Dai pochi test nel primo giorno “ai 300 di ieri, con un centinaio di persone in fila già oggi”, sottolinea l’Asl Roma 2 all’Adnkronos Salute.

L’intervento messo in campo dalla Regione Lazio per sorvegliare i possibili casi di importazione di Covid-19 dal Bangladesh a Roma è dunque decollato, dopo un avvio leggermente in sordina. A far cambiare marcia potrebbe aver contribuito l’appello, in lingua bengali, lanciato martedì dalla Regione in collaborazione con i vertici della comunità del Bangladesh e la possibilità di recarsi tutti i giorni al drive in di Santa Caterina delle Rose (Via Nicolò Forteguerri), mentre sabato e domenica anche a Piazza della Maranella e a Via degli Eucalipti. La sorveglianza sanitaria è indirizzata a tutti coloro che dal 1 giugno sono rientrati dal loro Paese o siano entrati in contatto stretto con persone di rientro dal Bangladesh.