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venerdì, Ottobre 7, 2022
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Ucraina, Corte Penale Internazionale indaga su crimini di guerra russi: cosa rischia Vladimir Putin


Il pubblico ministero della Corte penale internazionale ha aperto un’indagine sulla situazione in Ucraina per indagare su presunti crimini di guerra commessi dalla Russia. Karim Khan, uno dei giudici istruttori della Corte, ha fatto sapere di aver ricevuto il via libera da 39 Stati, tra cui l’Italia.Ecco cos’è la Corte penale internazionale e cosa rischia Vladimir Putin. “C’è una base ragionevole per ritenere che siano stati commessi sia presunti crimini di guerra, sia crimini contro l’umanità”, ha spiegato Khan. E ha aggiunto: “Ho informato la presidenza della Corte penale internazionale della mia decisione di aprire immediatamente un’indagine sulla situazione” in Ucraina, “il nostro lavoro di raccolta delle prove è iniziato”.

Cosa rischia Vladimir Putin

La Corte penale internazionale, fondata nel 2002, è un tribunale per crimini internazionali con sede all’Aia (Olanda). Non è un organo dell’Onu (e non va confusa con la Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite, sempre con sede all’Aia), ma ha legami con il suo Consiglio di Sicurezza. Ha competenza sui crimini più seri che riguardano la comunità internazionale: genocidi, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e d’aggressione. I Paesi aderenti sono 123, altri 32 (tra cui la Russia) hanno firmato il trattato di costituzione ma non l’hanno ratificato. Putin, se giudicato colpevole di crimini di guerra, potrebbe essere condannato dalla Corte all’ergastolo. Però secondo Marina Castellaneta, docente di diritto internazionale all’Università di Bari, anche se la Corte riuscisse a raccogliere prove sufficienti a carico di Putin sarebbe “difficilissimo” arrivare a un processo che lo veda come imputato.

Nè Russia nè Ucraina hanno ratificato lo Statuto di Roma

E non per un problema di competenza della Corte, quanto per il fatto che ” i processi davanti alla Corte non si possono svolgere in contumacia”. Secondo la docente, non c’è quindi un problema di giurisdizione della Corte, anche se né la Russia né l’Ucraina hanno ratificato lo Statuto di Roma che l’ha istituita. “L’Ucraina non ha ratificato, ma a seguito dei fatti in Crimea, già dal 2013 aveva dichiarato di accettare la giurisdizione e quell’atto che fa sì che la Corte possa essere competente”, ha specificato

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