“A gennaio, febbraio e marzo avremo ancora tre mesi con regole rigide” per arginare la diffusione del coronavirus. Lo dice il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia a Tagadà su La7. “Il 2021 è l’anno dell’uscita da questo incubo” ma per riuscirci “dobbiamo rispettare le regole e come arriviamo a gennaio dipende molto dai comportamenti dei prossimi 15 giorni”, dice facendo riferimento al periodo di Natale e Capodanno, che sarà condizionato dalle misure varate con l’ultimo Decreto.

A proposito del rapporto con le Regioni, il ministro riconosce che “certamente ci sono stati momenti molto duri, ma li abbiamo superati”. “Il clima dei rapporti fra governo e regioni è buono, quello che è successo in Italia ha messo a dura prova la tenuta delle istituzioni e i rapporti fra istituzioni centrali e territoriali -osserva-. Ci sono state discussioni aspre, ma bisogna tenere conto di un aspetto: abbiamo dovuto costruire un rapporto nuovo fatto di lavoro comune che non era mai stato fatto prima”.

Il primo vaccino

Sarà una donna la prima vaccinata Covid in Italia.Secondo quanto si è appreso da fonti dello Spallanzani e della Regione, si tratta di un’infermiera. Tutto pronto all’istituto Spallanzani di Roma per l’avvio della vaccinazione in programma il 27 dicembre.

“La Direzione dell’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani comunica che nella giornata di domenica 27 dicembre, giornata del V-Day, saranno somministrati i primi cinque vaccini anti-COVID a altrettanti dipendenti dell’Istituto e precisamente: una infermiera, un operatore socio sanitario (OSS), una ricercatrice e due medici”. Lo precisa in una nota la Direzione dell’INMI Lazzaro Spallanzani.

Tra i primi 5 ad essere vaccinati il 27 dicembre allo Spallanzani, secondo quanto si apprende ci sono sanitari che verranno coinvolti in prima linea nella somministrazione del vaccino anti Covid. Dunque l’infermiera e i due medici che riceveranno il siero per primi in Italia successivamente faranno parte delle unità impegnate a somministrare i vaccini ai colleghi. Per quanto riguarda la ricercatrice si tratta di una studiosa impegnata nei laboratori di ricerca dell’Istituto. L’operatore sociosanitario lavora nei reparti Covid.

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