Il governo starebbe valutando di rafforzare la presenza dell’esercito e della Protezione civile a Napoli, per l’attività di gestione dell’emergenza coronavirus.
Lo si apprende a margine della riunione di Conte con i capi delegazione di maggioranza.

Ma il sindaco di Napoli non ci sta e chiede invio di medici ed infermieri: “Esercito? Ok a quello di medici, infermieri ed operatori sanitari”, dichiara il sindaco che poi accusa anche il modello De Luca.  “Mi sembra che a Napoli, in Campania, siamo ben oltre la zona rossa. La sanità è in tilt. La zona rossa è superata dai numeri. I numeri in Campania non corrispondono alla realtà, mi piacerebbe accertarli.” Una decisione, quella di passare al grado di rischio più elevato, inevitabile secondo il primo cittadino che, ancora una volta, conferma: “prima si fa, meglio è. Già è una decisione tardiva.”

De Magistris, oltre alla questione “zona rossa”, ha commentato le offese mosse dal Presidente De Luca che, nel corso dell’ultima diretta, ci è andato giù pesante definendolo un imbecille, oltre che “scemo del paese”. A tal proposito, ha detto: “Mi ha dato dell’imbecille, “scemo del villaggio”, sedicente sindaco. E potrei continuare con gli insulti. Ho perso il conto delle contumelie ma non la pazienza.”

“De Luca crede di offendere me, invece non fa altro che offendere Napoli e i napoletani. Per quale motivo lo fa? Perché ha fallito. Il modello Campania non esiste” – ha continuato.

“Siamo lo Stato e se ci sono segnalazioni diffuse di criticità sulle strutture sanitarie della città di Napoli serve dare un segnale”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, nella riunione con i capi delegazione a Palazzo Chigi.Per la Campania si stanno completando le ispezioni degli ispettori ministeriali, quindi per una decisione su un eventuale passaggio da zona gialla ad arancione o rossa si aspetta il monitoraggio di venerdì, spiegano fonti di governo . Nel frattempo però, aggiungono le stesse fonti, “il governo non rimane con le mani in mano: se c’è stress sulle strutture sanitarie si interviene con l’esercito e con la possibilità di nuovi Covid hotel a Napoli”, un punto sul quale il premier Giuseppe Conte avrebbe sentito il capo della protezione civile Borrelli.

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