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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Curioso ritrovamento nel golfo di Napoli, catturato un pesce Re dal peso di 45 Kg

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Procida. Ritrovate sulle rive dell’isolototto campano un esemplare gigante di Pesce Re, pesa circa 45 kg.

Ritrovato Pesce Re a Procida

E’ stato ritrovato a Procida, precisamente a Marina Grande, un enorme esemplare di Pesce Re, il cui peso oltrepassa abbondantemente i 40 Kg, probabilmente spiaggiato. E’ una presenza un po’ anomala nei nostri mari poiché si tratta di una specie proveniente perlopiù  dall’oceano Pacifico o dal sud dell’oceano Atlantico (diffuso anche in Sud Africa), ma solo  raramente si può’ trovare nel Mediterraneo. A lasciare stupita la comunità procidana sono le state le grandi dimensioni del pesce che è stato notato dalle banchine del porto di Marina Grande dapprima nuotare disorientato e poco dopo arrivare a riva, nella zona del cantiere navale, fino a spiaggiarsi. Alcuni uomini del posto l’hanno catturato.

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Il Pesce Re

Il Pesce Re (nome scientifico Lampris guttatus) vive abitualmente in acque aperte ed a profondità comprese tra i 100 e i 400 metri. Secondo alcuni studi recenti il Pesce Re mantiene una temperatura corporea costante, e le sue carni sono considerate molto pregiate. E’ un pelagico, per lo più pesce solitario che si ciba di cefalopodi e piccoli pesci. E’ in grado di mantenere la temperatura corporea di circa 5°C superiore all’ambiente circostante, per questo è un ottimo cacciatore di profondità e nonostante la mole un po’ bizzarra, si rivela essere un cacciatore veloce e attivo.

Non è il primo ritrovamento anomalo nel Mediterraneo

Quello del Pesce Re non è il primo ritrovamento anomalo nei nostri mari. A marzo 2013 fu ritrovato sulle coste laziali un Pesce Porcospino proveniente dall’Atlantico orientale giunto nel Mediterraneo sicuramente tramite lo stretto di Gibilterra. Al contrario del Pesce Re si tratta di una specie le cui carni sono particolarmente tossiche e quindi non commestibili.

Il Pesce Porcospino punteggiato (Chilomycterus reticulatus il nome scientifico) trovato spiaggiato a Santa Marinella, lungo il litorale laziale. Si tratta di una specie subtropicalela cui commercializzazione a scopo alimentare è vietata già dal 1992: può infatti accumulare la tetrodotossina, benché in misura minore rispetto ai pesci palla della famiglia Tetraodontidae. Tra le specie più invasive dei nostri mari, infatti, sicuramente va preso in considerazione anche il pesce palla maculato Lagocephalus sceleratus e non solo. I nostri mari ormai occupano sempre più specie aliene, si tratta di importanti predatori, che possono creare sconvolgimenti delle reti trofiche a diversi livelli.

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