“Sarri traditore, Ancelotti un errore, due idee sui rinnovi di Mertens e Callejon”, Adl a ruota libera

In foto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, nei cerchi Sarri, Ancelotti, Mertens e Callejon
In foto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, nei cerchi Sarri, Ancelotti, Mertens e Callejon

Da Sarri ad Ancelotti, da Mertens a Callejon: è stato un vero e proprio fiume in piena il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che, in un’intervista rilasciata a ‘Il Corriere dello Sport’, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. Il patron azzurro ha cominciato con l’usare parole dure contro l’attuale allenatore della Juventus: “Mi fece incazzare con la scusa volgare dei soldi, mi costrinse a cambiare, e aveva ancora due anni di contratto. Ricordo che a febbraio mi invitò a pranzo in Toscana, a due passi da casa sua, organizzò la moglie, parlammo di tante cose ma non accennò a chiusure, a separazioni, mi portò fino al giorno che precedette l’ultima partita creando disturbo e incertezza alla società”.

Aurelio De Laurentiis ricorda i meriti suoi e del Napoli

Quel Napoli ricordato come una macchina perfetta, ma De Laurentiis ha ricordato quelli che furono i meriti suoi e della società: “È diventato il deus ex machina, ma anche nel calcio vale la regola del cinema dove per fare un buon film sono necessari un ottimo regista e un ottimo produttore, sono i genitori dell’opera dell’ingegno. Naturale che l’imprenditore dia delle indicazioni e che gli sia riconosciuta una parte del merito nel successo, non solo la colpa nella sconfitta. Chi ha preso Cavani? Il sottoscritto. E Mazzarri? Il sottoscritto. E Benitez? Sempre il sottoscritto. E Higuaìn? E Sarri? Quando lo scelsi tappezzarono la città di striscioni contro di me”.

Su Mertens e Callejon

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha detto la sua sui due giocatori azzurri, entrambi in scadenza:Mertens è uno scugnizzo. Ci siamo parlati a colazione sei mesi fa, una rivelazione, ho scoperto un uomo speciale, intelligente, mentalmente veloce. Rinnovare un trentatreenne non rientra nelle nostre abitudini, ma con Mertens è stato semplice e naturale. Le dirò anche che quando avrà smesso mi farebbe piacere trovargli un ruolo per proseguire la collaborazione“.

Su Callejon:A settembre, o forse era ottobre, ci siamo parlati e gli ho chiarito le nostre intenzioni, devo aver ritoccato il contratto di cento, duecento mila euro. Il manager non ci ha più fatto sapere nulla. Basta. Callejon le condizioni le conosce”.

Aurelio De Laurentiis: “Caro Ancelotti, il calcio a Napoli è un’altra cosa”

Dopo l’addio di Sarri, De Laurentiis decise di ripartire da Carlo Ancelotti: “Scelsi la sua serenità, la tranquillità, la sua piacevole vicinanza. Mio padre era un filosofo, un uomo dolcissimo. Come Carlo. Ma prendendo lui, non so se feci la cosa più giusta per il Napoli. Dopo la prima stagione, potendo ricorrere alla clausola rescissoria contenuta nel contratto, avrei dovuto dirgli ‘Carlo, per me non sei fatto per il tipo di calcio che vogliono a Napoli, conserviamo la grande amicizia, il calcio a Napoli è un’altra cosa. Ti ho fatto conoscere una città che adesso ami spassionatamente e che ti ha sorpreso, meglio finirla qui’”.

Dopo l’addio del tecnico di Reggio si è seduto Rino Gattuso: “Ci eravamo rivisti al compleanno di Ancelotti, da Mammà, a Capri. Una tavolata di quaranta metri, Carlo aveva invitato il mondo, amici, ex compagni, sembrava un matrimonio, io e Carlo ai lati. Rino era seduto vicino a lui. Me l’ero immaginato diverso – racconta Aurelio De Laurentiis -, ho scoperto un grande conversatore, molto presente a se stesso e in grado di affrontare tutti i temi possibili. Ci siamo intrattenuti a parlare per le tre ore della serata. Dopo il disguido del ritiro-non-ritiro gli ho telefonato e gli ho detto: ‘Rino, stai calmo, non prendere nessuna decisione se ti chiama qualcuno, stai fermo‘. La sera della partita di Champions, dove peraltro abbiamo vinto, ho invitato Carlo a cena per spiegargli che avevo deciso di cambiare, anche per conservare la grande amicizia tra noi… Napoli è la parte migliore della mia vita. Io amo due sole città, i miei due posti, non esiste un altrove, Napoli e Los Angeles. Per stare vicino alla squadra ho appena deciso di affittare una villa di Capri e di trasferirvi gli uffici della Filmauro, del cinema e del calcio”.

Aurelio De Laurentiis sull‘addio al 442 e il ritorno al 433

La squadra aveva dimenticato il 4-3-3 di Sarri, a Rino ho chiesto la riverginazione di quel modulo, anticipandogli che lo scotto da pagare sarebbero state tre, quattro sconfitte di filaqueste le parole di De Laurentiis sul cambio modulo, che continua -. Ne ha perse di meno. Carlo, come mio padre, era l’ambasciatore, io e Rino siamo molto simili, due guerrieri, due che non le mandano a dire, due condottieri”.

Nel corso della stagione spesso si è parlato della possibile riconferma di Gattuso e Aurelio De Laurentiis non sembra avere dubbi a riguardo: “Gli avevo fatto un contratto di un anno e mezzo nel quale era contemplata la via di fuga per entrambi. Non abbiamo avuto bisogno di ricorrervi. Se facciamo bene in coppa Italia e in Champions e recuperiamo qualche posizione in campionato, gli do appuntamento a inizio agosto a Capri dove potremmo parlare di un allungamento di tre, quattro stagioni. Carlo Verdone è con me da vent’anni, in esclusiva. Tra persone che si stimano i contratti hanno un valore relativo, contano le motivazioni, gli stimoli, ognuno deve essere libero di decidere se proseguire o meno”.

Insomma, un’intervista completa al presidente del Napoli che ha parlato di tutto, da Sarri ad Ancelotti, da Mertens a Callejon.