Lo stallo non si sblocca. La data non c’è. I timori sul futuro aumentano. E’ un grido d’allarme quello che arriva da SILB- Fipe, organizzazione leader del settore dell’intrattenimento serale e notturno. Per l’apertura delle discoteche non c’è un cronoprogramma preciso. La protesta monta da Nord a Sud passando per le isole maggiori. «Non lavoriamo da 17 mesi (unica categoria) – denunciano in un accorato post su Facebook –  dietro ci sono intere famiglie che stanno perdendo oltre alla loro dignità lavorativa anche la possibilità di mantenersi e di prevedere il futuro ad oggi drammaticamente incerto».

Non va giù a titolari, gestori e lavoratori del settore quella che definiscono «grande incoerenza nella condotta della situazione da parte delle Istituzioni; così facendo si alimentano situazioni di non rintracciabilità e abusivismo: con certe decisioni irrazionali viene precluso il nostro diritto costituzionale al lavoro e alla libera impresa e indirettamente si finisce con il favorire l’abusivismo con l’inevitabile dilagare di tanti fenomeni di illegalità». I gestori e i titolari avevano elaborato e presentato un protocollo dettagliatissimo, per garantire la massima sicurezza a clienti e dipendenti. Speravano sarebbe bastato per riaprire almeno a luglio.

«Le discoteche hanno le linee guida. È vergognoso che lascino chiuse le attività e poi ci siano le piazze piene con musica e assembramenti da fare schifo; mi arrivano immagini e denunce dai cittadini» ha dichiarato il presidente della Regione Veneto. «C’è un intero comparto economico messo alla gogna – ha sottolineato -. Non puoi avere un locale chiuso e nella piazza di fronte centinaia di persone: è una presa per i fondelli».

Ci sono casi limite che danno l’idea di quanto sia sull’orlo del baratro il settore. Le discoteche stagionali-estive in Sardegna hanno potuto aprire solamente dal 15 luglio al 16 agosto 2020 totalizzando nella migliore delle ipotesi quattro serate di lavoro (il problema è proprio che dai locali notturni partirono alcuni focolai Covid l’estate scorsa). Le discoteche stagionali-invernali sono completamente chiuse con fatturato azzerato da febbraio 2020.  La data del 1 luglio, indicata da almeno metà maggio come termine ultimo, è ormai passata. Ma rinvio dopo rinvio, l’estate avanza. E tra un mese e mezzo la stagione turistica sarà quasi finita in molte località.

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