E’ una vera tragedia quella che si è consumata l’altro ieri nel carcere di Castrogno  a Teramo.  Intorno alle 23 l’assistente capo coordinatore di polizia penitenziaria, Matteo Massimo Palladino, di 54 anni, è stato stroncato da un arresto cardiocircolatorio mentre era in servizio all’interno della casa circondariale.
Il magistrato di turno, Luca Sciarretta, ha disposto l’autopsia per fare piena luce sulle cause del decesso. “Secondo le prime ipotesi la morte potrebbe essere stata causata da infarto ma –  spiega il segretario generale nazionale del Coordinamento sindacale penitenziario Domenico Mastrulli –  si continua a  mettere la testa sotto la sabbia e a ignorare la grave situazione in cui  è costretto a lavorare il personale di polizia penitenziaria.
La sovrappopolazione carceraria ha raggiunto soglie non più tollerabili: 59 mila detenuti a fronte di 35mila  agenti,  rispetto alle 46mila unità del 2001”. “Se proprio si vuole stringere la cinghia – spiega Mastrulli – è necessario accettare un radicale cambio di mentalità: troppi agenti utilizzati negli uffici, nei dipartimenti ministeriali e nei provveditorati.
Troppo pochi  quelli che devono garantire la sicurezza nelle carceri sottoposti a turni massacranti di 8 ore e straordinari imposti dalle direzioni.
E’ evidente – conclude Mastrulli – che in queste morti vi siano delle concause che pregiudicano severamente il benessere psicofisico del personale negli ambienti carcerari.

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