Elezioni a Napoli, solo 2 detenuti dei penitenziari della Campania chiedono di votare
Elezioni a Napoli, solo 2 detenuti dei penitenziari della Campania chiedono di votare

Solo due detenuti del carcere di Poggioreale hanno chiesto di esercitare il loro diritto al voto anche se imputati. Nessun detenuto a Benevento, Santa Maria Capua Vetere e Salerno. «La disaffezione alla politica si vede facilmente confrontando l’affluenza al seggio speciale alle ultime regionali in Campania, quando furono 48 i detenuti a votare, e alle politiche del 2018 quando al seggio si presentarono in 120. Il diritto al voto – dice il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello – è sacrosanto per quelli che lo possono esercitare ma la farraginosità nell’esercitarlo, insieme alla disinformazione e alla poca presenza del tema carceri negli aspiranti sindaci ha portato a questo astensionismo».

 

 

“I detenuti sono poco informati sui loro diritti e le modalità di come esercitarli, i politici pur avendo la prerogativa di entrare in carcere non lo fanno. C’è il populismo penale che si coniuga con quello politico e poi la procedura per votare è infatti estremamente tortuosa. Gli articoli 8 e 9 della legge 23 aprile 1976 numero 136, prevedono la costituzione di un seggio elettorale speciale nel luogo di detenzione. È previsto un onere importante per i detenuti che intendono votare: questi, con il tramite dell’Ufficio Matricola del carcere, non oltre il terzo giorno antecedente alla data della votazione, devono far pervenire una dichiarazione attestante la propria volontà al sindaco del Comune nelle cui liste elettorali sono iscritti. Anche la complessità di questa procedura spiega la bassissima affluenza alle consultazioni negli ultimi anni”, conclude il garante.

 

 

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