Sono diversi i collaboratori di giustizia che hanno rilasciato dichiarazioni a proposito degli interessi dei clan sui lavori di bonifica e di costruzione sull’ex Birreria Peroni prima che questa diventasse un centro commerciale. Le loro rivelazioni sono contenute nell’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip D’Auria, che due giorni fa ha portato due persone in carcere (Pietro Izzo e Renato Esposito, indicati come esponenti di primo piano del clan Licciardi) e una ai domiciliari (Antonio Arena). Un primo accenno agli accordi tra gruppi criminali per il giro delle estorsioni si deve a Carlo Lo Russo, ex capo della cosca di Miano:«Quanto alle estorsioni, i cui proventi erano divisi tra noi e la Masseria Cardone, mi riferisco alle estorsioni sui lavori che dovevano iniziare all’ex Birreria Peroni». Ulteriori dettagli sono stati forniti dal suo ex braccio destro Mariano Torre nei verbali rilasciati tra marzo e maggio 2018:«Prima che uscisse Carlo Lo Russo ho incontrato a casa di Mena Lo Russo…. Il marito è un imprenditore che doveva eseguire i lavori alla Birreria Peroni, ci disse che il marito aveva avuto questo grosso appalto e che quindi era disponibile ad incontrarci. Andai poi alla Masseria Cardone e ci dissero che la Birreria Peroni la tenevano in mano loro intendendo che volevano chiudere loro l’estorsione per i lavori che sarebbero stati eseguiti e che dovevamo spartire anche con la Vanella. Ci parlò di un investimento di 60 milioni di euro da cui si potevano ricavare bei soldi». Torre tira in ballo poi un grosso personaggio del clan della Masseria che non era d’accordo a dividere con loro:«Ha insistito per gestire loro la situazione rinfacciandoci che in un’altra occasione, quella dei lavori di demolizione dell’Ex Birreria, Tonino Lo Russo si era preso 50mila euro senza dirgli niente».

Più recente è invece il verbale di Luca Covelli (marzo 2019) che spiega ai magistrati come funzionava il sistema di divisione dei proventi delle estorsioni:«Da questa estorsione arrivano 20mila euro al mese che…. va a prendere alla Masseria Cardone. Questa somma viene divisa tra il gruppo di…. e il gruppo di….. So che i soldi si andavano a prenderli da Renato Esposito, erano tre quote da 10mila euro».

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