«Il supermercato Conad alla Birreria dobbiamo gestirlo noi». E’ racchiusa in queste poche frasi la richiesta estorsiva di tre esponenti del clan Licciardi (Pietro Izzo, Renato Esposito e Antonio Arena) ad un imprenditore attivo nel settore della grande distribuzione. I particolari di quella richiesta sono contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dagli uomini della squadra mobile a carico dei tre. Nel dispositivo vengono illustrati tutti i passaggi e le modalità attraverso cui gli uomini della Masseria Cardone hanno tentato di portare a termine l’estorsione. A partire dallo scorso febbraio quando Izzo ed Esposito chiedono ad un addetto alla distribuzione che lavora nel centro commerciale di Miano di essere messi in contatto con il responsabile del punto vendita. Il mese successivo al diniego dell’uomo nel volerli incontrare i due iniziano a pedinarlo fino a fermarlo all’interno di un bar posto nella stazione di servizio dell’autostrada A16 nei pressi di Pomigliano d’Arco. E’ in quell’occasione che uno dei due fa capire chiaramente le sue intenzioni dicendo all’imprenditore che è loro ferma intenzione gestire direttamente il punto vendita. Nonostante le spiegazioni dell’imprenditore che riferisce loro che gli addetti alla gestione sono membri di una cooperativa loro ribattono dicendo di aver già individuato chi farà le loro veci.

E’ fine marzo-inizio aprile quando Izzo e Esposito presentano all’uomo Antonio Arena indicato come colui che, nelle loro intenzioni, avrebbe dovuto prendere in mano le redini del supermercato allo scopo di agevolare il clan:«Questo è il socio che deve gestire la Conad alla Birreria». Il responsabile di quell’imprenditore non ha però ceduto e ha denunciato i tre spiegando agli uomini della Mobile tempi e modalità dell’avvicinamento dei tre indicati come appartenenti al gruppo della Masseria Cardone. Personaggi già conosciuti alle forze dell’ordine anche grazie alle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia che hanno tracciato il profilo dei tre. Come Filippo Caracallo, ex colonnello del clan Mallardo che di Esposito ha dichiarato:«Renato Esposito, quando era libero era il referente per il clan Licciardi nel senso che i Mallardo mi mandavano a parlare con lui».

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