Fece a pezzi due affiliati di camorra, si pente il killer: trema il clan Amato-Pagano

amato pagano pezzi killer pente

E’ un vero e proprio colpo quello che in queste ore sta interessando gli Scissionisti: Antonino D’Andò, il killer minorenne del duplice omicidio Rusciano-Ferrara, si sarebbe pentito. Lo riporta Cronache di Napoli. Il giovane, nipote dell’ex ras Pietro Caiazza, avrebbe fatto nomi di altre persone coinvolte nel duplice delitto di Afragola. Il duplice omicidio, come spiegato all’epoca dalle Procure di Napoli e dei Minorenni, va ad inserirsi in una lotta interna ad una organizzazione specializzata nel contrabbando di sigarette di cui erano vertici Luigi Ferrara, coadiuvato dal fidato Rusciano, Pietro Caiazza ed il nipote Domenico D’Ando’. Una organizzazione che collocava in posizione parallela i due storici gruppi di camorra dell’area a nord di Napoli: Ferrara era ritenuto vicino ai Franzese (‘costola’del clan Moccia); D’Andò è invece considerato affiliato al clan Amato-Pagano sino alla scomparsa del padre Antonino, uomo di fiducia di Raffaele Amato e poi del nipote Carmine.

D’Andò dopo la morte del padre si era così stabilito ad Afragola ed è entrato a far parte dell’organizzazione di Ferrare e di Caiazza, quest’ultimo esponente di spicco del clan Amato Pagano. Proprio la cattura di Caiazza fece saltare gli equilibri interni causando una sanguinosa resa dei conti tra le due fazioni finalizzata ad assumere una posizione di egemonia nel mercato del contrabbando. Da qui il piano di D’Andó di diventare l’unico capo e l’idea di sbarazzarsi degli altri due ‘colonnelli’.