HomeCronacaFemminicidio Martina Carbonaro, Alessio Tucci rinviato a giudizio per omicidio aggravato

Femminicidio Martina Carbonaro, Alessio Tucci rinviato a giudizio per omicidio aggravato

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Momenti di forte tensione all’esterno dell’aula 108, dove i familiari di Martina Carbonaro hanno reagito con rabbia alla presenza dell’imputato Alessio Tucci. Tra urla e scene concitate, la madre della ragazza ha tentato di avvicinarsi al giovane, mentre i carabinieri lo hanno rapidamente accompagnato fuori dall’aula. Anche il padre della vittima è stato trattenuto dalle forze dell’ordine, intervenute per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente. Comprensibile la rabbia dei genitori di Martina.

Assistito dall’avvocato Mario Mangazzo, l’imputato ha scelto di non rilasciare dichiarazioni. Il pubblico ministero Della Valle ha chiesto il rinvio a giudizio, mentre il giudice per l’udienza preliminare Sordetti ha escluso la possibilità di accedere al rito abbreviato.

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Nel pomeriggio è arrivata la decisione del gup. I genitori della vittima, rappresentati dall’avvocato Sergio Pisani, sono stati trattenuti dai carabinieri durante i momenti più tesi. Parte civile anche il Comune di Afragola, luogo del delitto, assistito dall’avvocato Gaetano Inserra. Il dispositivo è stato letto alle 15.30.

Niente sconti: l’ex a giudizio in corte di assise

Il giudice Sordetti del Tribunale di Napoli Nord ha disposto il rinvio a giudizio per Alessio Tucci, accusato dell’omicidio della 14enne Martina Carbonaro, avvenuto lo scorso maggio ad Afragola. Il processo si terrà davanti alla Seconda Corte di Assise, con prima udienza fissata per il 19 maggio alle 9.30. Le accuse contestate sono omicidio volontario aggravato dai futili motivi, dalla minore età della vittima, dal legame affettivo con l’imputato e dal tentativo di occultamento del cadavere.

Femminicidio Martina Carbonaro, rinviato a giudizio per omicidio aggravato Alessio Tucci

Sarà processato il 19 maggio davanti alla seconda Corte di Assise di Napoli Alessio Tucci, oggi diciannovenne, che il 26 maggio 2025, in un edificio abbandonato di Afragola, uccise la sua ex fidanzata, Martina Carbonaro, di appena 14 anni, colpendola con una pietra.

La giudice del Tribunale di Napoli Nord, Pia Sordetti, ha accolto la richiesta del pubblico ministero disponendo il rinvio a giudizio per omicidio aggravato. La difesa, rappresentata dall’avvocato Mario Mangazzo, aveva richiesto il rito abbreviato, ritenuto però inammissibile a causa delle aggravanti contestate.

L’udienza si è conclusa in un clima carico di tensione, segnato dalle urla dei familiari della vittima rivolte all’imputato. Più composta, invece, la fase della lettura del dispositivo. I genitori di Martina si sono costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Sergio Pisani. Parte civile anche il Comune di Afragola, rappresentato dall’avvocato Gaetano Inserra, e Telefono Azzurro, assistito dall’avvocata Clara Niola.

Secondo le indagini dei carabinieri di Castello di Cisterna, la giovane fu convinta da Tucci a seguirlo in un edificio in ristrutturazione nei pressi dello stadio di Afragola. Dopo aver respinto un tentativo di riavvicinamento, la ragazza sarebbe stata colpita con una pietra. Il corpo fu poi nascosto sotto un armadio tra rifiuti. Nelle ore successive, il giovane avrebbe tentato di depistare le indagini partecipando alle ricerche della vittima dopo la denuncia di scomparsa. Ora dovrà rispondere delle accuse davanti alla Corte di Assise.

Le parole della mamma di Martina Carbonaro

«Mi aspetto che lo condannino a fine pena mai, non l’ergastolo, ma proprio una pena senza fine. Ormai non viviamo più, si piange tutti i giorni». Sono le parole di Fiorenza Cossentino, madre di Martina Carbonaro, pronunciate stamattina fuori dal Tribunale Penale di Napoli Nord ad Aversa, dopo aver appeso uno striscione con la scritta “Giustizia per Martina”.

 

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