Funerali Sestile, i calciatori in lacrime leggono una lettera sull’altare: il commovente video

Lacrime e preghiere per l’ultimo saluto a Salvatore Sestile. Si è svolto questa mattina presso il Santuario Ave Gratia Plena di Piazza Annunziata il funerale dell’imprenditore prematuramente scomparso in seguito ad una lunga malattia. In una chiesa gremita di persone don Vincenzo Marfisa, ha celebrato la Santa Messa. Con lui Mons.Luigi Ronca, don Vincenzo Apicelli, don Luigi Pugliese, don Alessandro Miraglia.

” Carissimi la città di Giugliano nelle sue espressioni amministrative, religiose, sportive, amicali, si è riunita per condividere il dolore della morte di Salvatore che tanto lascia a questa amata città” – queste le prime parole del sacerdote. Parenti, amici, tifosi e giocatori accorsi per salutare il Presidente del Giugliano, la tigre deceduta all’età di 53 anni. In un clima di silenzio e compostezza la città di Giugliano si è riunita attorno alla famiglia Sestile-Lisetto.

I giocatori durante il rito funebre hanno letto la lettera che Sestile ha scritto il 28 aprile 2019. Poi commoventi dei calciatori, la squadra la sua seconda famiglia

L’omelia

Anche se la liturgia ci chiede di proclamare il messaggio Cristiano di fronte al mistero della morte. A Salvatore mi lega il cammino fatto alle scuole medie insieme, la dimensione sportiva, e la nuova parrocchia del Sacro Cuore di cui Salvatore è parte integrante. Insieme progettavamo alcuni servizi concreti. La mia gratitudine per quello che Salvatore è stato e continua ad essere: anche quando la sofferenza ha bussato alla sua porta Salvatore non ha perso la fede. Ha accolto il mistero della sofferenza della Croce trovando in essa una via per intensificare il suo rapporto con Cristo. Pensando a Salvatore mi venivano tre riferimenti: l’attenzione alla città. Si è impegnato nella squadra del Giugliano trasmettendo i valori dello sport. La dimensione affettiva, amicale. La riscoperta di grandi valori da trasmettere alle nuove generazioni. Infine il messaggio principale: era un credente cattolico. Ci siamo incontrati 15 giorni fa, gli ho benedetto la casa e mi ha mostrato le immagini vissute a Lourdes ed in altre esperienze. La nostra vita per quanto possa essere intensa, lunga, può avere un limite. C’è qualcosa che va oltre. Salvatore l’aveva capito vivendo in pienezza il dono della fede. Ha segnato il cuore di ognuno. I giovani che portava con se ci auguriamo possano essere forti, coraggiosi, capaci di creare cose belle nella sua amata Giugliano