"Il corteo col bus non era autorizzato", il prefetto di Roma bacchetta la Nazionale

Il permesso per festeggiare la vittoria dell’Italia campione d’Europa sull’autobus scoperto nelle vie di Roma era stato “negato”, ma i patti “non sono stati rispettati”. Lo sostiene il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, in un’intervista al Corriere della Sera.

Il prefetto: “Permesso per festa col bus era stato negato”

Secondo quanto sostiene Piantedosi il 9 luglio, due giorni prima della partita, è stato convocato un comitato per l’ordine e la sicurezza in cui lo stesso prefetto aveva “concordato la linea con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e con il capo della polizia Lamberto Giannini”. Durante l’incontro la Figc ha chiesto “di consentire agli atleti della Nazionale di fare un giro per Roma su un autobus scoperto, ma è stato spiegato chiaramente che non era possibile”. L’alternativa doveva essere “una pedana da montare in piazza del Popolo, in pieno centro a Roma, dove far salire i giocatori che in questo modo potevano festeggiare con i tifosi”. Poi nel primo pomeriggio di lunedì secondo il prefetto ci sono stati “altri contatti diretti con lo staff della Figc che ha rinnovato la richiesta di poter utilizzare l’autobus scoperto. Abbiamo spiegato a tutti che le valutazioni non erano cambiate. Ci avevano assicurato che il trasferimento sarebbe avvenuto con un autobus coperto. Invece poco dopo l’uscita dal Quirinale si è aggregato un autobus scoperto con la livrea e le scritte dedicate ai campioni d’Europa”.

“Vietare il corteo avrebbe creato problemi

Piantedosi ha poi spiegato che a quel punto “c’erano migliaia di persone in attesa del giro in autobus, vietarlo avrebbe potuto creare problemi di ordine pubblico”. Sul coinvolgimento di alcuni calciatori il prefetto ha affermato che “Chiellini e Bonucci hanno rappresentato con determinazione il loro intendimento al personale in servizio d’ordine. A quel punto non si è potuto far altro che prendere atto della situazione e gestirla nel miglior modo possibile”.

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