“L’analisi dei campioni istologici del cuore trapiantato ha evidenziato tutti gli elementi di prova riconducibili a una necrosi dei tessuti dovuta all’esposizione dell’organo al ghiaccio secco“. E’ quanto fa sapere il medico legale della famiglia Caliendo, Luca Scognamiglio, che oggi a Bari ha preso parte all’ultimo appuntamento dell’incidente probatorio disposto dal gip di Napoli Mariano Sorrentino nell’ambito del procedimento giudiziario sulla morte del piccolo Domenico Caliendo. “Analogamente – ha aggiunto – sugli stessi campioni sono stati riscontrati gli effetti dannosi causati da un collegamento prolungato all’Ecmo“.
L’incidente probatorio sui due cuori
Oggi si è concluso, nel policlinico di Bari, l’incidente probatorio sui due cuori – quello malato di Domenico Caliendo, il bimbo deceduto dopo un trapianto fallito all’ ospedale Monaldi, e quello prelevato a Bolzano giunto a Napoli congelato – a cui hanno preso parte i periti del giudice per le indagini preliminari di Napoli Mariano Sorrentino e i consulenti nominati dagli avvocati degli indagati e dagli avvocati della famiglia del bimbo. Secondo quanto si è appreso, il pool dei periti del gip ha già annunciato una richiesta di proroga di 15-30 giorni per il deposito delle relazioni, che dall’11 settembre dovrebbe slittare verso la metà di ottobre prossimo.
“Ci auguriamo – commenta l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino – che l’autorità giudiziaria si pronunci sulla richiesta di interdittiva formulata dalla procura riguardante il reato di falso contestato ai cardiochirurghi Guido Oppido e Emma Bergonzoni“. Per il reato di omicidio colposo in concorso, il sostituto procuratore Giuseppe Titta Ferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci hanno iscritto sette sanitari. A due di questi, Oppido e Bergonzoni, viene anche contestato il reato di falso in relazione alla compilazione della cartella clinica di Domenico.

