A gestire lo spaccio «al minuto» era lei stessa: prendeva gli ordini su WhatsApp, organizzava le consegne, curava la distribuzione al dettaglio.
Un’attività meticolosa, scandita da messaggi vocali e appuntamenti rapidi, come una qualunque agenda di lavoro. Solo che al posto delle pratiche c’erano dosi di cocaina.
In auto con la cocaina e il figlio di 5 anni, beccata mamma ‘pusher’ in Costiera
Attività finita con una paletta alzata durante un posto di controllo dei carabinieri della stazione di Sorrento. Davanti ai militari si è fermata una Dacia Sandero. Alla guida una 45enne di Pompei. Accanto a lei, seduto sul sedile anteriore, il figlio di appena cinque anni. Senza sediolino, senza cintura. Un dettaglio che non poteva passare inosservato.
È stato proprio quel particolare ad attirare l’attenzione dei militari. L’agitazione della donna, in un primo momento, era sembrata legata alla presenza del bambino davanti. Ma il nervosismo, con il passare dei minuti, ha assunto contorni diversi. La perquisizione ha sciolto ogni dubbio: addosso alla 45enne i carabinieri hanno trovato nove dosi di cocaina, già pronte per essere cedute. Un piccolo campionario da smerciare rapidamente, secondo un copione ormai rodato. Con lei, ignaro di tutto, il figlio di cinque anni. Più che dal destino della madre, il bambino appariva affascinato dai lampeggianti blu e dalla livrea della «gazzella».
Oltre alla droga, è stato sequestrato anche il telefono cellulare della donna. Dentro, secondo quanto emerso, le prove dell’attività illecita: messaggi vocali scambiati con i «clienti», ordini da evadere, consegne da organizzare. La 45enne è stata arrestata con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e sottoposta ai domiciliari, in attesa di giudizio.


