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mercoledì, Luglio 17, 2024
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In manette i figli del boss De Martino: il nuovo clan era pronto ad uccidere

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In manette i figli del boss De Martino: il nuovo clan era pronto ad uccidere. Attraverso minacce e violenze hanno tentato di indurre le vittime del “pizzo” a ritirare le denunce gli estorsioni finite sotto la lente di ingrandimento di Carabinieri e Polizia di Stato dopo la denuncia presentata da un ristoratore. In arresto sono finite 9 persone che, è emerso, si sono presentati dalle loro vittime con in rappresentanza di diversi clan di camorra tutti federati con la famiglia malavitosa dei Mazzarella.

I reati contestati dalla DDA e dal Gip di Napoli sono, a vario titolo, tentata estorsione, intralcio alla giustizia, detenzione e porto di arma comune da sparo, “tutti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di aver agito per agevolare l’attività e gli scopi di associazioni camorristiche”.

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I NOMI DEGLI ARRESTATI

La misura cautelare è scattata per 11 persone, 2 sono ancora ricercati: le manette sono scattate per Cristian Alberto, 25 anni, Giuseppe De Martino, 32 anni, Salvatore De Martino, 26 anni, Salvatore De Micco, 42 anni, Gianluca Di Paola, 34 anni, Mario Noto, 34 anni, Giovanni Prisco, 26 anni, Bartolo Zuccoia, 27 anni, Germano Iavarone, 21 anni.

PIZZO AGLI IMPRENDITORI

Al ristoratore, secondo quanto emerso dagli accertamenti, è stato imposto un “pizzo” di qualche migliaio di euro che poi nel tempo è anche lievitato. Ma lui, invece di pagare, da deciso di rivelare tutto alle forze dell’ordine.

Il clan confederato avrebbe pianificato anche l’omicidio della vittima dell’estorsione, così come scritto nell’ordinanza dal gip che ne ha sottolineato l’urgenza per: “Impedire che quello che appare come l’embrione di un nuovo ‘cartello’ criminale possa imporsi definitivamente sul territorio innescando ulteriori azioni di sangue rispetto alle tantissime già verificatesi”.

 UN NUOVO CARTELLO

Le indagini della Compagnia Carabinieri di Torre del Greco e del Nucleo Investigativo, della Tenenza di Cercola, della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato di Ponticelli sono iniziate dopo quella denuncia e hanno consentito di scoprire altri diversi analoghi episodi di estorsione – condotti da presunti appartenenti ai clan Aprea, De Micco-De Martino e Mazzarella – ai danni di altre vittime. Non solo. Gli investigatori sono riusciti anche a documentare i tentativi di costringere chi aveva denunciato il “pizzo” a fare marcia indietro, con minacce e violenze.

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